Massimiliano Allegri ha individuato in Rasmus Hojlund il centravanti per il suo Napoli, un giocatore che desiderava già ai tempi del Milan. L’operazione, del valore di circa 50 milioni di euro, ha portato il danese in azzurro, dove è al centro del progetto tecnico.
In una recente intervista, l’allenatore ha proposto un paragone significativo: “Per caratteristiche lo vedo molto vicino a Moise Kean: sono due giocatori di forza, che strappano, che hanno fisicità”. Questo parallelismo con l’attaccante della Fiorentina ha subito innescato un acceso dibattito tra i tifosi del Napoli sui social network, con molti che hanno espresso una netta preferenza per Kean.
I commenti hanno sottolineato come l’attaccante della Nazionale sarebbe una scelta migliore, citando le recenti difficoltà realizzative di Hojlund. Nonostante il sentimento popolare, i numeri della scorsa stagione di Serie A raccontano una storia diversa. Rasmus Hojlund ha concluso il campionato con 12 gol e 5 assist, mentre Moise Kean si è fermato a 8 reti e un assist, in una Fiorentina che ha lottato per non retrocedere. Il valore del cartellino di Kean, un tempo stimato sui 60 milioni, si è ridotto, alimentando il rammarico di parte della tifoseria che lo avrebbe preferito all’attaccante danese.
Hojlund è approdato a Napoli con un investimento importante da parte del club, che ha assecondato le richieste dell’allora tecnico Antonio Conte. L’attaccante è stato ingaggiato per sostituire Romelu Lukaku, infortunato, ma il suo ruolo in campo si è evoluto in modo inaspettato.
Sotto la guida di Conte, il danese ha giocato principalmente spalle alla porta, con compiti di protezione del pallone e di sponda per gli inserimenti delle mezzali. Questo stile di gioco ha limitato la sua caratteristica ricerca della profondità, vista ai tempi dell’Atalanta. Anche con il cambio in panchina e l’arrivo di Allegri, Hojlund non ha ancora ritrovato la sua vena migliore.
Le prestazioni nella pre-season e nella prima giornata contro il Genoa non hanno impressionato, con statistiche offensive, come gli expected goals, prossime allo zero. Tuttavia, la fiducia del nuovo allenatore non manca. “Credo che Hojlund abbia ancora grandi margini di miglioramento, e deve volerli soprattutto in fase realizzativa, che è quella che fa la differenza”, ha dichiarato Allegri.
Queste parole fanno eco a quelle pronunciate in passato da Conte, che aveva descritto il giocatore come un profilo “con margini di crescita importanti” e dal potenziale per diventare un fuoriclasse. La prima stagione a Napoli non è stata sufficiente per consacrarlo, ma Hojlund ha ancora quattro anni di contratto per dimostrare di poter diventare il campione che i suoi allenatori hanno previsto.



