Napoli, i Grimaldi a rischio scissione

Napoli, i Grimaldi a rischio scissione
Napoli, i Grimaldi a rischio scissione

NAPOLI – Soccavo è una polveriera. Frattura tra i nuovi ras dei Grimaldi e chi è rimasto fedele al gruppo storico guidato da Ciro Grimaldi detto Settirò e dal fratello Antonio Grimaldi. Lo segnalano gli investigatori nell’ultima informativa inviata alla Procura. Sospettano che alla base delle tensioni ci siano i proventi delle piazze di spaccio. Gli agenti della squadra mobile e del commissariato registrano tensioni crescenti nelle palazzine popolari. C’è una sorta di rivolta dei giovani ras, che invocano autonomia. Più spazio. Qualcuno parla già di ‘nuovi Grimaldi’, per differenziarli dalla vecchia guardia. Ma la ‘scissione’ non sarà facile. E non è scontata. Di certo c’è una frattura, una ‘evidente contrapposizione’, per usare parole degli investigatori. Dunque i Grimaldi potrebbero subire una nuova ‘scorporazione’, dopo la separazione dai Vigilia. Dalla ‘faida’ erano usciti vittoriosi, ma questo ora potrebbe indebolirli. Lo ipotizzano le forze dell’ordine, che monitorano la zona di Soccavo. 

Gli inquirenti esaminano gli ultimi fatti di cronaca, per capire cosa stia accadendo. Sanno che c’è fibrillazione e sanno che nelle roccaforti dei clan è calato il coprifuoco. E’ il segno che i ras sono arrivati ai ferri corti. Più difficile è capire se gli attacchi arrivino dall’esterno, o sono scosse interne alle paranze. Al momento è questo lo scenario tracciato dagli agenti e dai carabinieri, che setacciano le zone calde nel quartiere. Sono diversi i fronti aperti. Oltre alla questione tutta interna ai Grimaldi, c’è il rapporto conflittuale con i Vigilia. Una faida che si trascina da anni, dopo la scissione.  In questo caso i Grimaldi hanno rinsaldato l’asse con i ‘maranesi’, gli Scognamillo. E questo potrebbe indicare un cambio di passo nello scontro armato. Potrebbe essere un tentativo per chiudere la partita. Anche se è difficile ipotizzarlo in un momento storico, nel quale le due fazioni hanno raggiunto una sorta di equilibrio.

Sul fronte opposto i rivali dei Vigilia sono stati indeboliti da decine di arresti fino ad oggi, a partire dal blitz nel gennaio 2018.   

Il clan un tempo retto da Alfredo  Vigilia detto ‘o niro deve fare i conti, nel vero senso della parola. Numericamente. I ranghi sono ridotti e i Grimaldi pronti all’assalto finale. Ma qui a Soccavo ora rischiano la nuova scissione. E tutto può succedere. Gli investigatori adottato tutte le cautele: meglio parlare di frammentazione dei clan, ecco perché oggi si spara di nuovo.

Almeno al momento sono tensioni interne. E questa potrebbe essere la chiave di lettura degli ultimi episodi di cronaca. Presto per dirlo. Le indagini dei carabinieri della polizia sono tuttora in corso. La Procura ha acceso i riflettori su Soccavo e disposto passaggi frequenti delle pattuglie nelle zone a rischio faida. Le forze dell’ordine hanno adottato un piano per sorvegliare i bunker delle cosche, con perquisizioni domiciliari e controlli mirati, che scattano anche nel cuore della notte. Serve per fare sentire la presenza dello Stato sul territorio. Al momento qui resta il massimo livello di allerta. L’ultimo episodio di cronaca è stato l’omicidio di Michele Della Corte. Gli investigatori sanno che la pace non è stata raggiunta. E non finirà qui. Gli scenari sono in continua evoluzione. Troppo presto per abbassare la guardia. 

L’omicidio di Della Corte è lo spartiacque

Gli omicidi segnano un cambio di passo. E quello di Michele Della Corte (nella foto) potrebbe essere per gli inquirenti uno spartiacque. Ucciso per lanciare un messaggio. Ritenuto un tempo vicino ai Grimaldi. Ma qualcosa è successo nelle ultime ore. Forse una lite. Gli investigatori sospettano una sorta di epurazione. Ma non è chiaro lo scenario, cioè tutto il resto. Il movente per ora non c’è. Non si tratta di un attacco dei Vigilia, perché il sessantaseienne era lontano da anni dai riflettori. Dopo aver trascorso un lungo periodo in carcere, si era ritagliato uno spazio. Ed era fuori dai radar della Procura. Dunque non era inquadrato nei Grimaldi e per questo non era un obiettivo nella faida. E’ questa la prima riflessione degli investigatori. Ma restano alcuni aspetti da chiarire. Probabilmente Della Corte è stato assassinato da persone che conosceva in via Grimaldi sei giorni fa. A pochi metri dall’abitazione. Una trappola. Qui ci sono le telecamere di sorveglianza. E la magistratura sta scandagliando ogni fotogramma, per individuare i killer.  

Napoli, i clan utilizzano la strategia della tensione
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