NAPOLI – Niente tammorre a Napoli, niente percussioni per le strade, niente cantanti che si esibiscono per allietare i passanti. Per il Comune di Napoli l’arte è rumore che disturba i residenti e quindi, seguendo il regolamento, scattano le multe. Un paradosso in una città che fa dell’espressione artistica popolare un proprio storico tratto distintivo. Eppure, è così.
Gli artisti di strada si stanno mobilitando, il 2 maggio saranno in piazza per protestare contro le sanzioni che possono arrivare fino a 500 euro. E fanno sentire la loro voce. A chiare lettere. “E’ sempre più facile sparare sulla croce rossa, su chi non è né nella posizione del camorrista, né nella posizione dell’avvocato. E’ più facile colpire e riempire le casse del Comune attraverso una multa a un signor sconosciuto, perché non ha come difendersi e magari si pensa che corra subito a pagare la multa oppure che non scenda proprio più in strada. Non si capisce – spiega l’artista Margherita Romeo Messeri – perché tanto accanimento contro l’artista di strada. Stiamo chiedendo un regolamento, un regolamento che stabilisca le fasce orarie in cui sia possibile suonare, a moderata amplificazione.
Per fortuna, come realtà, noi artisti di strada cerchiamo di essere uniti, e laddove viene colpito il collega musicista, ci sono il madonnaro o la statua o la musicista che suona in acustico che è pronta a intervenire. Perché cerchiamo di non essere individualisti, l’unico modo che abbiamo per proteggerci è fare gruppo. Avevano promesso – spiega ancora – questo nuovo regolamento che ci permettesse di suonare liberamente in alcune fasce orarie, ma hanno preferito non ufficializzare più nulla per potere incrementare le multe”.
Ma in Comune qualcosa comincia a muoversi. Gli artisti hanno una bozza di proposte, elaborate in un anno di lavoro, per poter risolvere il problema, per potersi esibire e fare arte senza disturbare i residenti. E il consigliere della Sinistra Sergio D’Angelo è pronto a portare la proposta nell’aula di via Verdi: “La vicenda degli artisti di strada mi sta a cuore. Bisognerà raccogliere i suggerimenti degli artisti. E’ evidente che le soluzioni che vanno trovate dovranno tenere conto delle sacrosante esigenze dei cittadini al riposo, ma al tempo stesso è un errore dissipare questo patrimonio di talenti che hanno scelto di cimentarsi in strada. Bisogna proporre una modifica del regolamento, che è competenza del Consiglio”.
Ascolto, proposte. E soluzioni concrete. Per non uccidere l’arte che fa parte dell’anima della città, della sua identità più profonda, del motivo reale per il quale milioni di turisti vengono all’ombra del Vesuvio. Per non uccidere quell’arte e quella magia, al di là di ogni folklore, che sono profondamente Napoli.


















