Giornata storica in Macedonia, oggi il referendum sul cambio di nome al Paese. In ballo il futuro in Ue e Nato

Oltre 1,8 milioni chiamati alle urne dopo gli accordi raggiunti con la Grecia

Macedonia al voto
Photo by Robert ATANASOVSKI / AFP

SKOPJE – Poco più di 1,8 milioni di elettori sono chiamati alle urne, oggi, per decretare il cambio di denominazione della Macedonia in ‘Repubblica di Macedonia del nord’. Un voto tutt’altro che banale che rientra nell’accordo trovato tra il premier socialdemocratico Zoran Zaev e il primo ministro greco Alexis Tsipras. Proprio gli ellenici si impegneranno a togliere il veto Skopje alla quale, temendo pretese territoriali sulla sua provincia settentrionale chiamata appunto Macedonia, è stato negato l’ingresso in Ue e Nato.

Quasi 2 milioni al voto per il cambio del nome al Paese, in ballo il futuro in Ue e Nato dopo gli accordi con la Grecia

“Siete favorevoli all’adesione a Ue e Nato, accettando l’accordo tra Macedonia e Grecia?”. E’ il quesito che dalle 7 di questa mattina viene posto agli elettori. Le urne si chiuderanno alle 19 di questa sera. Il voto, quindi, vale molto di più del semplice cambio di denominazione. La disputa che da 27 anni frena l’espansione della Macedonia dovrebbe così avere una fine se dovesse avere ragione il fronte del sì.

“Il compromesso raggiunto soddisfa tutte le nostre pre-condizioni. E garantisce con chiarezza che l’ex-Fyrom non ha alcuna connessione con le radici culturali macedoni della Grecia”, aveva dichiarato Tsipras al momento dell’accordo (a giugno).

Tsipras e Zaev superano le resistenze di nazionalisti e conservatori

Eppure, per arrivare a questo punto, di difficoltà ‘interne’ da superare ce ne sono state a iosa. I nazionalisti di Atene scesero in piazza per contestare l’uso del termine ‘Macedonia’ nel nuovo nome. Lo stesso presidente nazionalista macedone Gjorge Ivanov aveva bollato la presa di posizione di Zaev come “inaccettabile e indegna”. Anche l’opposizione conservatrice guidata da Hristijan Mickoski si è detta contraria a un accordo con la Grecia “anticostituzionale e dannoso per gli interessi della Macedonia”, pur dichiarandosi favorevole a Ue e Nato. Dopo aver ricevuto il via libera da parte dell’autorità competenti, il governo ha indetto il referendum. L’esito non è scontato ma, in ogni caso, avrà un peso enorme sul futuro del Paese.

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