Navalny perde 8 kg in carcere per via dello sciopero della fame, niente medici per lui

Nel carcere russo in cui è rinchiuso da circa un mese, Alexei Navalny ha perso 8 chilogrammi di peso, viene "torturato" con deprivazione del sonno, non può essere visitato dal suo medico né riceve farmaci adatti ai problemi di salute in peggioramento

Alexei Navalny (AP Photo/Alexander Zemlianichenko)

TORINO – Nel carcere russo in cui è rinchiuso da circa un mese, Alexei Navalny ha perso 8 chilogrammi di peso, viene “torturato” con deprivazione del sonno, non può essere visitato dal suo medico né riceve farmaci adatti ai problemi di salute in peggioramento. A denunciare le condizioni del principale rivale politico del presidente Vladimir Putin sono ancora i suoi collaboratori, dopo che mercoledì il 44enne, sopravvissuto all’avvelenamento dell’agosto scorso in Siberia e arrestato al rientro in Russia a gennaio, ha annunciato uno sciopero della fame per chiedere i trattamenti medici di cui ha diritto. Da giorni, secondo i suoi legali, Navalny ha forte dolore alla schiena, che si è allargato a una gamba, mentre dell’altra non ha la sensibilità.

L’Unione europea è tornata a condannare il trattamento che Mosca infligge all’oppositore. “Siamo preoccupati dalle notizie che a Navalny sia negato l’accesso alle cure mediche e che sia soggetto a deprivazione del sonno. Ciò costituisce una violazione della Convenzione Onu contro la tortura e della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali. L’Ue continua a chiedere il suo immediato e incondizionato rilascio e una piena indagine sull’avvelenamento”, ha dichiarato il Servizio europeo per l’azione esterna. Ma le pressioni diplomatiche e le sanzioni, che in precedenza si erano concentrate sull’avvelenamento, non sembrano smuovere Mosca.

Un post sul canale Telegram del politico anticorruzione ha spiegato che lo scorso mese, all’ingresso nella colonia penale IK-2 di Pokrov, circa 90 chilometri dalla capitale, Navalny pesava 93 chilogrammi, ora è sceso a 85. Lui lo imputa al duro regime carcerario, in cui viene svegliato otto ore per notte. Fatto che viene denunciato come tortura, che si somma al dolore per i problemi di salute. Le autorità carcerarie non gli forniscono i medicinali adeguati, né consentono al suo medico di fargli visita, ha denunciato il politico, condannato a 2 anni e mezzo di carcere perché avrebbe violato i termini della libertà condizionale, mentre a Berlino si riprendeva dall’avvelenamento con agente nervino. La condanna è stata dichiarata illegale dalla Corte europea dei diritti umani. Mosca, intanto, continua a negare ogni responsabilità dell’avvelenamento.

Denunciando il rifiuto alla richiesta di visita del suo medico, lo staff di Navalny ha anche segnalato che il permesso di incontrare l’oppositore è invece stato concesso a Maria Butina. La donna era stata condannata negli Usa come agente russa non autorizzata e, secondo i media statunitensi, dopo la scarcerazione da 18 mesi sarebbe stata “premiata” in Russia con il lavoro all’emittente RT (già Russia Today), finanziata dal Cremlino. Sull’account Twitter di Navalny, lo staff l’ha descritta come una “corrotta voce di propaganda”, che ha scelto detenuti disposti a dirle quanto “tutto fosse perfetto” e l’ha poi “strillato” al mondo. Butina ha tra l’altro scritto un libro intitolato ‘Diario dalla prigione’, in cui ha criticato il trattamento ricevuto nel carcere Usa. “Navalny – ha scritto lo staff dell’oppositore – l’ha accusata per 15 minuti di fronte ai carcerati allineati, definendola parassita e serva di un regime di ladri”.

(LaPresse)

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