Né Lega né Sardine, Scampia si ribella – VIDEO

NAPOLI – Ad affollare il centro sociale ‘Cantiere 167’ di Scampia ci sono donne, bambini e ragazzi di tutte le età che indossano in fronte o sul braccio, come dei combattenti, una fascia arancione con una scritta eloquente e chiara: “No alla Lega”. Proprio qui vicino infatti, a due passi dalla gigantesca piazza del quartiere, si sarebbe dovuto svolgere l’incontro che il partito ha annullato, sul tema servizi e prospettive politiche, come il titolo dell’evento dichiarava. Tuttavia è rimasto il convegno del candidato del centrodestra alle suppletive al Senato Salvatore Guangi, che si è svolto a porte chiuse nella sala consiliare della VIII Municipalità.

Il capogruppo di Dema

Ad agitare il cortile e gli spazi del ‘Cantiere 167’ invece un turbinio di abitanti delle Vele e cittadini del quartiere, riunitisi in via straordinaria proprio per ribadire la loro posizione verso l’evento leghista: “Se la Lega fosse venuta qui nel nostro territorio a fare una passerella, ci saremmo seduti per terra pur di non farla entrare”, dichiara il capogruppo di Dema Rosario Andreozzi, mentre prepara le ultime cose prima di iniziare a parlare alla folla. “Noi già c’eravamo quando governi e partiti ci lasciavano indietro senza intervenire mai in questo quartiere. Non abbiamo bisogno che ora vengano qui ad insegnarci come risolvere i nostri problemi”.

Il comitato Vele

Eppure, quello del convinto dissenso verso la Lega non è l’unico motivo per cui tutti sono qui. C’è anche grande entusiasmo nell’aria, dovuto ad un grande vittoria del Comitato Vele. “Entro qualche giorno conosceremo la data precisa dell’abbattimento della torre A, detta Vela Verde, dove vivono 250 nuclei familiari”, spiega Omero Benfenati, leader del comitato, mentre sale su un tavolo tra la gente che gli chiede di alzare la voce per sentire meglio, come un Masaniello contemporaneo della periferia. “Apprendiamo dall’amministrazione comunale l’imminente disposizione delle residenze di prossimità attraverso un atto deliberativo. Questa è un’occasione per rilanciare la lotta e chiedere ancora una volta giustizia sociale e diritti come lavoro e casa. Continueremo a vigilare sui processi, anzi, saremo noi il processo che cambierà le cose”.

Molti gli sforzi che hanno portato a questa soddisfazione contro i mostri di cemento, come chiamano le Vele gli abitanti che le vivono. E presumibilmente sono stati proprio questi sforzi e la paura di renderli vani ad aver fatto sì che questa realtà così caparbia non si unisse nel pomeriggio ad altri momenti di contestazione alla Lega svoltisi in contemporanea, come quello delle Sardine, nonostante siano comunque stati in contatto. “Svariati governi e partiti ci hanno spesso tradito. Per ora abbiamo dimostrato che i cittadini, che da sempre affrontano i disagi di questa terra, non hanno bisogno di sigle o nuovi movimenti per mobilitarsi ”.

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