NAPOLI – A circa tre settimane dal suo arresto, arriva una svolta giudiziaria per Raffaele Busiello, il 30enne ritenuto vicino al clan D’Amico di San Giovanni a Teduccio. Il Tribunale del Riesame ha infatti accolto il ricorso presentato dalla difesa e disposto la sua scarcerazione, ritenendo non sufficientemente solide le accuse contestate nei suoi confronti.
Busiello era stato arrestato il 25 giugno scorso dalla Polizia di Stato in circostanze particolarmente eclatanti: gli agenti lo avevano fermato direttamente a bordo dell’aereo appena atterrato all’aeroporto internazionale di Napoli Capodichino, mentre rientrava da una vacanza trascorsa a Ibiza insieme ad amici e familiari. L’ordinanza di custodia cautelare era stata emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Il 30enne era accusato di concorso nell’omicidio di Salvatore De Marco, nipote del boss Ciro Rinaldi, ucciso il 2 marzo 2026 a San Giovanni a Teduccio. A suo carico erano state ipotizzate anche le accuse di detenzione e porto illegale di arma da fuoco, con l’aggravante del metodo mafioso.
Secondo la ricostruzione della Dda e della Squadra Mobile di Napoli, Busiello non avrebbe preso parte materialmente all’esecuzione dell’agguato, ma avrebbe avuto un ruolo centrale nella preparazione del delitto. Gli investigatori gli contestavano, infatti, di aver partecipato a sopralluoghi e attività finalizzate all’individuazione della vittima, di essersi occupato del reperimento dell’autovettura utilizzata dal gruppo di fuoco e di aver custodito il veicolo nei giorni precedenti all’omicidio. Tra le contestazioni anche quella di aver recuperato il conducente dell’auto dopo l’abbandono del mezzo utilizzato durante l’agguato.
Le accuse erano state formulate anche sulla base dell’analisi delle immagini provenienti da diversi sistemi di videosorveglianza, ritenute dagli investigatori elementi utili per ricostruire i movimenti delle persone coinvolte nella fase preparatoria e successiva all’omicidio. Il Tribunale del Riesame, tuttavia, ha valutato diversamente il quadro accusatorio e ha ritenuto che gli elementi raccolti non fossero sufficienti a sostenere la misura cautelare nei confronti di Busiello. Da qui la decisione di revocare la custodia cautelare e disporne la scarcerazione dell’indagato.











