NAPOLI – Un presunto gesto di vendetta maturato per un semplice “like” sui social network sarebbe all’origine del ferimento di un giovane disabile avvenuto una settimana fa nel quartiere Arenaccia. La Polizia di Stato ha eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di un 21enne ritenuto responsabile degli spari che hanno raggiunto la vittima, un 29enne già segnato da una grave disabilità. Il giovane fermato è Francesco Matteo, legato da vincoli di parentela a Patrizio Bosti, storico esponente del clan Contini. L’indagato è il cugino di secondo grado.
Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dagli investigatori della Squadra Mobile di Napoli, il 21enne avrebbe aperto il fuoco in via Nicola Nicolini, nella zona dei Ponti Rossi, colpendo il 29enne a una gamba. Un episodio che ha suscitato particolare indignazione per le condizioni della vittima. L’uomo, infatti, aveva già subito in passato l’amputazione di una gamba a seguito di un grave incidente stradale. Il proiettile esploso dal presunto aggressore avrebbe raggiunto proprio l’unico arto inferiore rimastogli, aggravando ulteriormente una situazione personale già molto complessa.
Le indagini si sono concentrate fin dalle prime ore successive al ferimento sulla ricostruzione del movente e sull’identificazione dell’autore dell’agguato. Gli investigatori hanno raccolto testimonianze, acquisito elementi utili e analizzato il contesto relazionale tra i soggetti coinvolti. Un lavoro che ha portato rapidamente all’individuazione del sospettato e alla successiva emissione del provvedimento di fermo.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, all’origine dell’episodio non vi sarebbero questioni legate alla criminalità organizzata né contrasti pregressi particolarmente rilevanti, ma una vicenda nata nel mondo dei social. Il 29enne avrebbe lasciato un “like” a un contenuto pubblicato dalla fidanzata del 21enne su TikTok. Un gesto apparentemente banale che sarebbe stato interpretato dal giovane come un affronto personale, tanto da spingerlo a pianificare una violenta ritorsione.
Gli stessi accertamenti avrebbero trovato conferma nelle dichiarazioni rese dal fermato agli investigatori. Francesco Matteo avrebbe infatti ammesso di aver sparato contro la vittima proprio per “vendicarsi” di quel like ricevuto dalla propria compagna sulla piattaforma social. Una spiegazione che, se confermata nelle successive fasi dell’inchiesta, delineerebbe un quadro inquietante, in cui una reazione sproporzionata e violenta sarebbe stata scatenata da una dinamica tipica dei rapporti digitali.
Il giovane è stato rintracciato dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli, guidata dal dirigente Mario Grassia, che hanno dato esecuzione al fermo. Ora la sua posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre proseguono gli approfondimenti investigativi per chiarire ogni dettaglio della vicenda.
L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della violenza giovanile e sulla crescente importanza che i social network assumono nelle relazioni quotidiane, talvolta trasformandosi in terreno di scontro e conflitto. In questo caso, secondo l’ipotesi accusatoria, un semplice apprezzamento virtuale avrebbe avuto conseguenze drammatiche, culminando in un’aggressione armata ai danni di una persona già particolarmente vulnerabile.








