NOME. Tramonta a Tenerife la fuga di un 48enne del Rione Traiano: catturato dopo 5 anni da un tentato omicidio

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Arresto in Spagna
Arresto in Spagna

NAPOLI – Il sole delle Canarie scalda la pelle, ma non protegge dai fantasmi del passato. Per cinque lunghi anni, Gaetano Di Giovanni Battista, 48 anni, ha vissuto nell’ombra, convinto forse che i mille chilometri di oceano e il ritmo lento dell’isola fossero un muro invalicabile tra lui e la giustizia italiana. Si sbagliava. Il 7 maggio scorso, il sipario sulla sua latitanza è calato definitivamente.

Quella notte al Rione Traiano

La storia di questa cattura inizia lontano dal mare cristallino della Spagna, precisamente tra i palazzi di cemento del Rione Traiano, a Napoli. È il 18 dicembre 2020. In una città che si prepara a un Natale blindato dalla pandemia, risuonano gli spari. A terra resta Gennaro Esposito, 50 anni, un uomo con un passato segnato da vicende di droga. Esposito sopravvive, ma le ferite sono gravi e il movente, secondo gli inquirenti, è da ricercare in quei “futili motivi” che spesso armano la mano della criminalità. Le indagini della Squadra Mobile di Napoli portano dritto a Di Giovanni Battista. Ma quando nel maggio 2021 il gip emette l’ordinanza di custodia cautelare, il sospettato è già un fantasma, svanito nel nulla.

Per anni Di Giovanni Battista è stato un nome su un fascicolo, una foto sbiadita nei database della polizia. La svolta arriva nel marzo scorso. Non è stata una soffiata qualunque, ma il risultato di un lavoro certosino della Comisaria General de Información spagnola. Gli agenti stavano monitorando le proiezioni della criminalità organizzata italiana nelle Canarie, ormai diventate un hub logistico e di investimento per i clan, quando hanno intercettato una traccia. Da quel momento la macchina della cooperazione internazionale si è mossa con la precisione di un orologio svizzero: Eurojust ha coordinato le operazioni a livello europeo, il Servizio Centrale Operativo della polizia di Stato italiana ha fornito il supporto tecnico e la Procura di Napoli ha emesso in tempi record il Mandato di Arresto Europeo.

Il blitz e l’arsenale segreto

Quando gli agenti spagnoli, affiancati dai colleghi della Squadra Mobile di Napoli, hanno fatto irruzione nell’abitazione del latitante a Tenerife, non hanno trovato solo un uomo in fuga. Di Giovanni Battista non aveva rinunciato alle sue “abitudini”. La perquisizione ha portato alla luce un vero e proprio avamposto criminale: un fucile modificato a canna mozza, una pistola e due armi ad aria compressa; un market completo di marijuana, ecstasy e cocaina, con tanto di bilancini di precisione e materiale per il confezionamento; documenti falsi per spostarsi nell’anonimato, un sofisticato sistema di videosorveglianza per proteggere il covo e ingenti somme di denaro contante.

Oltre alle accuse di tentato omicidio e porto illegale di armi che lo attendono a Napoli, ora Di Giovanni Battista dovrà rispondere anche dei reati commessi sul suolo spagnolo. La procedura di estradizione è già stata avviata: il viaggio di ritorno verso l’Italia, questa volta in manette, è solo questione di tempo.

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