CASERTA – Nega ogni addebito Luigi Luserta, arrestato con le accuse di maltrattamenti e lesioni per la presunta aggressione ai danni di una ragazza. Adesso il giudice per le indagini preliminari che sta seguendo il caso valuterà un’eventuale misura cautelare alternativa per Luserta, attualmente detenuto in carcere. Il giovane è figlio del noto imprenditore casertano del settore estrattivo Giuseppantonio Luserta, che pochi giorni fa è salito a sua volta all’attenzione delle cronache per l’inchiesta sulla cava Santa Lucia sequestrata dai carabinieri forestali.
Luigi Luserta è stato raggiunto dalla misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere mentre si trovava a Verona per una festa. L’episodio più grave contestato dalla presunta vittima risale alla notte del 5 aprile. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, dopo una serata trascorsa nel centro di Caserta, Luserta avrebbe costretto la ragazza a salire a bordo della sua auto. Invece di riaccompagnarla a casa, l’avrebbe condotta in una zona isolata della provincia, dove si sarebbe consumata una violenta aggressione. La giovane ha denunciato di essere stata colpita e di aver ricevuto contemporaneamente esplicite minacce di morte.
La vittima, assistita dal legale Manuela Palombi, ha riferito agli investigatori che quella notte non è stata un caso isolato. Il racconto delinea un quadro di violenza sistematica: durante tutta la durata della relazione, la donna sarebbe stata vittima di aggressioni fisiche ripetute, intimidazioni, insulti costanti e comportamenti vessatori volti al controllo. È stata la paura per la propria incolumità, giunta al limite dopo l’ennesimo brutale episodio, a spingere la ragazza a rompere il silenzio e a rivolgersi alle forze dell’ordine.
Dopo la denuncia, la giovane è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Caserta. I medici hanno riscontrato un quadro clinico severo: trauma cranico, ecchimosi ed escoriazioni su varie parti del corpo, lesioni giudicate dai sanitari del tutto compatibili con un’aggressione fisica violenta.
L’arresto di Luigi Luserta getta nuova luce su un episodio di cronaca avvenuto lo scorso aprile, quando i carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta fecero irruzione nell’abitazione del padre. Quello che sembrava un controllo mirato si è rivelato il tassello di un’indagine più ampia e complessa. L’intervento dei militari nell’abitazione dell’imprenditore delle cave non era casuale: l’obiettivo era rintracciare proprio il figlio Luigi, già sotto indagine a seguito della denuncia sporta dalla ragazza per presunti maltrattamenti e lesioni.
Tuttavia, la perquisizione ha preso una piega inaspettata. All’interno della residenza, i carabinieri hanno trovato oltre 30 fucili detenuti illegalmente e una dose di cocaina. Il ritrovamento dell’arsenale ha fatto scattare immediatamente l’arresto in flagranza per Giuseppantonio Luserta, che attualmente è libero. Successivi accertamenti hanno chiarito che le armi appartenevano al padre dell’imprenditore, ma la loro detenzione non era mai stata regolarizzata presso le autorità competenti.






