Pernigotti, Sorial conferma: 21 manifestazioni d’interesse

Più tempo a disposizione dell’advisor per approfondire le possibili opportunità per la re-industrializzazione

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse

ROMA (LaPresse) – Pernigotti, Sorial conferma: 21 manifestazioni d’interesse. Più tempo a disposizione dell’advisor per approfondire le possibili opportunità per la re-industrializzazione e avvio dell’iter per la richiesta della cassa integrazione straordinaria. Questi i due risultati raggiunti oggi, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a valle del nuovo incontro tra l’azienda e le rappresentanze sindacali.

“Il 6 novembre 2018 abbiamo affrontato la vicenda della Pernigotti con la prospettiva di una chiusura dello stabilimento. Un licenziamento collettivo e la delocalizzazione della produzione. La proprietà attuale ha accumulato debiti per 13 milioni di Euro l’anno dal 2013, anno in cui ha rilevato il marchio. Oggi dopo una lunga trattativa siamo riusciti ad arrivare all’istanza di cassa integrazione per reindustrializzazione – così Giorgio Sorial, vice capo di gabinetto -. Questo strumento è reintrodotto da questo Governo con il lavoro congiunto dei ministeri e dei sindacati, con l’impegno personale del Ministro Luigi Di Maio”.

“A chi ha strumentalizzato questa vicenda, ricordo che ci sarebbero oggi ancora più aziende interessate all’acquisizione del marchio se la politica locale non avesse sbattuto in prima pagina i nomi dei possibili investitori. Il Ministero dello Sviluppo Economico sta comunque strutturando un intervento normativo per fare in modo che una vicenda simile non possa ripetersi; un intervento concreto che non confonda – come invece altri stanno propagandando – la decadenza con la revoca, due atti giuridici ben differenti”.

Pernigotti, le dichiarazioni dei protagonisti

“Il tavolo ha dunque offerto alla Sernet – l’advisor incaricato d’individuare manifestazioni d’interesse per la re-industrializzazione dell’impianto – l’opportunità d’illustrare gli sviluppi avvenuti nell’ultimo mese. Le manifestazioni d’interesse sono salite a ventuno e, tra esse, già sette hanno avuto seguito in forma scritta. Si tratta, ed è un dato positivo, di soggetti italiani di medie dimensioni – cinque aziende, una cordata d’investitori e un investitore privato – che potrebbero garantire un assorbimento occupazionale iniziale tra le trenta e le cinquanta unità – ha aggiunto – Parallelamente, accogliendo la richiesta dell’azienda, si è avviato l’iter per la cassa integrazione per re-industrializzazione”.

“L’istanza di CIGS, ai sensi dell’art. 44 del Decreto legge 109/2018, riguarderà un numero massimo di 92 lavoratori occupati nello stabilimento di Novi Ligure. Il trattamento sarà richiesto dal 6 febbraio 2019 e avrà la durata di dodici mesi. Le parti hanno anche raggiunto l’accordo di ricollocazione in base al quale è stato “individuato l’ambito aziendale e i profili interessati al ricorso all’assegno di ricollocazione”.

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