Piccolo Domenico, confronto in chat tra i medici sui verbali

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Patrizia, madre del piccolo Domenico, si reca dal notaio per costituire la fondazione Domenico Caliendo insieme ai suoi avvocati in Via dei Mille, Napoli (Italia), 23 febbraio 2026 (Foto di Alessandro Garofalo/LaPresse)
Patrizia, madre del piccolo Domenico, si reca dal notaio per costituire la fondazione Domenico Caliendo insieme ai suoi avvocati in Via dei Mille, Napoli (Italia), 23 febbraio 2026 (Foto di Alessandro Garofalo/LaPresse) Patrizia, mother of little Domenico, goes to the notary to create the Domenico Caliendo foundation with her lawyers in Via dei Mille, Naples (Italy) 23 February 2026 (Photo by Alessandro Garofalo/LaPresse)

NAPOLI – Quattro versioni del referto operatorio, scambiate su WhatsApp nell’arco di oltre due giorni prima di arrivare a quella definitiva. E una differenza che per gli inquirenti è tutt’altro che marginale: nelle prime due non viene indicato che la cardiectomia sul piccolo Domenico Caliendo fosse iniziata contemporaneamente all’apertura del frigo box contenente il cuore destinato al trapianto, poi risultato congelato. Nelle ultime due, invece, quella circostanza compare. È uno degli elementi sui quali la Procura di Napoli fonda l’accusa di falsificazione della cartella clinica del bambino di quasi due anni e mezzo morto lo scorso febbraio nella terapia intensiva dell’ospedale Monaldi dopo il trapianto di cuore fallito del 23 dicembre scorso. La nuova ricostruzione emerge dall’analisi delle chat contenute nei cellulari di due dei medici coinvolti nell’inchiesta. Messaggi che, secondo gli investigatori, documenterebbero una vera e propria “marcia di avvicinamento” alla versione definitiva del diario clinico e del referto operatorio, datata 26 dicembre.

L’11 settembre davanti al tribunale del Riesame di Napoli è prevista l’udienza sull’appello presentato dai difensori dei cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni contro l’interdizione loro inflitta. A pesare, secondo la Procura, sono soprattutto i messaggi scambiati tra Emma Bergonzoni, secondo operatore durante l’intervento, e il terzo operatore, all’epoca specializzanda. Le bozze sarebbero state poi inviate a Guido Oppido, primo operatore. Complessivamente gli investigatori hanno individuato quattro versioni. Ed è il confronto tra quei testi a diventare centrale nell’impianto accusatorio.

Nelle prime due bozze l’inizio della cardiectomia, cioè dell’intervento con il quale venne rimosso il cuore di Domenico, viene collocato in contemporanea con l’arrivo dell’équipe che aveva effettuato l’espianto a Bolzano. Non viene invece menzionata la contemporaneità tra l’avvio della cardiectomia e l’apertura del contenitore nel quale era custodito l’organo destinato al bambino. La ricostruzione cambia nelle due versioni successive. In queste ultime l’inizio della cardiectomia viene fatto coincidere con l’arrivo in sala operatoria del cuore del donatore e con l’apertura del frigo box. Proprio quel contenitore nel quale il cuore espiantato a Bolzano era stato trasportato e che sarebbe poi risultato antiquato e non conforme alle linee guida. L’organo, una volta aperto il box, risultò congelato.

E’ su questo materiale che lavorano il pm Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci, insieme ai carabinieri del Nas coordinati dal colonnello Alessandro Cisternino. “Apprendiamo che dall’estrazione delle chat dai cellulari degli indagati esisterebbero tre versioni del verbale operatorio del trapianto eseguito al Monaldi il 23 dicembre 2025. Una sola è firmata: l’ultima. In sostanza cambia il racconto dei minuti in cui il cuore è arrivato in sala. E cambia sempre nella stessa direzione. Quella del falso e dello scaricabarile di responsabilità”, ha commentato l’avvocato Francesco Petruzzi (foto Lp), legale della famiglia Caliendo Mercolino. “Compare un dato che prima non c’era, venti minuti per estrarre il cuore. E compare una frase che in un verbale operatorio non ha ragione di stare: si decide comunque di provare a impiantare l’organo essendo l’unica scelta possibile. La modifica decisiva, però, sta in tre parole. Dove le prime stesure descrivevano operazioni una dopo l’altra, l’ultima dice che il contenitore viene aperto nel mentre si inizia la cardiectomia”.

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