La Procura della Repubblica di Pisa ha presentato ricorso in Cassazione contro l’ordinanza che aveva disposto la restituzione di 101 barboncini al loro allevamento. Il provvedimento del Tribunale del Riesame è stato impugnato perché ritenuto affetto da un “evidente vizio di motivazione” e basato su argomentazioni “illogiche e contraddittorie”.
L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza a Castelfranco di Sotto, aveva portato nei mesi scorsi al sequestro della struttura. Durante i controlli, sono state riscontrate numerose irregolarità edilizie, tra cui manufatti abusivi, platee in calcestruzzo e un modulo abitativo con scarichi non autorizzati, costruiti nonostante il parere contrario della Regione Toscana.
Il cuore delle indagini, tuttavia, riguarda le condizioni degli animali. Secondo gli inquirenti, i cani erano detenuti in stato di sovraffollamento, con fino a undici esemplari per recinto, e in ambienti non idonei dal punto di vista sanitario ed etologico.
Le relazioni dei veterinari dell’ASL Toscana Centro e dei tecnici dell’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) hanno descritto una situazione di “sofferenza psico-fisica diffusa e non occasionale”. Tale stato sarebbe legato a pratiche di riproduzione intensiva, maltrattamenti e lesioni non curate adeguatamente. Tra gli episodi contestati figurano anche interventi di conchectomia (taglio delle orecchie) a scopo estetico su due cani.
La decisione della Procura di ricorrere in Cassazione è stata accolta con favore da ENPA, che nei giorni scorsi ha lanciato una petizione pubblica proprio per chiedere la massima tutela per gli animali coinvolti. L’associazione ha dichiarato: “È una scelta che va nella direzione richiesta dagli oltre 6.800 cittadini che hanno già firmato la nostra petizione”.
La petizione è indirizzata alla Procura di Pisa, al Comune di Castelfranco di Sotto e all’ASL Toscana Centro. Chiede di mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di custodia e gestione dei barboncini e di proseguire con gli accertamenti veterinari ed etologici già avviati.
“Il benessere animale non riguarda soltanto l’assenza di malattia, ma comprende anche la tutela delle esigenze comportamentali, relazionali ed emotive”, ha sottolineato l’associazione. ENPA ha precisato che l’iniziativa si svolge nel pieno rispetto del procedimento giudiziario e della presunzione di non colpevolezza, con l’obiettivo di dare voce ai cittadini che chiedono trasparenza e protezione per gli animali.











