Ponticelli, agguato nella notte: ucciso Antonio Musella, ‘o muccuso’. È l’ombra della Camorra

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Operazione della polizia
Operazione della polizia

NAPOLI – Il boato dei proiettili squarcia ancora una volta il silenzio della notte nella periferia orientale. La scia di sangue che sta macchiando Napoli non si arresta e scrive un nuovo, brutale capitolo a Ponticelli, storico teatro di faide di camorra. Antonio Musella, 51 anni, noto negli ambienti della malavita con il soprannome di “o’ muccuso” (il moccioso), è l’ultima vittima di un’escalation di violenza che sembra inarrestabile. L’uomo è stato freddato in un agguato spietato, una vera e propria esecuzione avvenuta tra mezzanotte e l’una di oggi, martedì 12 maggio 2026.

Il commando di morte è entrato in azione in via Cupa Vicinale Pepe, una strada che si snoda a ridosso del Lotto 6, un’area da tempo al centro di una sanguinosa contesa per il controllo del territorio tra i clan De Luca Bossa-Minichini e i rivali dei De Micco. Secondo una prima, ancora frammentaria, ricostruzione degli inquirenti, Musella si trovava a bordo del suo furgone quando si è incrociato con i suoi assassini. Non è ancora chiaro se sia stato inseguito o se i sicari gli abbiano teso una trappola, tagliandogli la strada. Quel che è certo è che non gli hanno lasciato scampo. Almeno cinque colpi di pistola sono stati esplosi contro di lui, una raffica che ha crivellato la parte anteriore del veicolo, come testimoniano i fori di proiettile rilevati dalla Polizia Scientifica.

Ferito in modo gravissimo, il 51enne è stato soccorso e trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso dell’Ospedale del Mare. Per circa due ore, il personale sanitario ha lottato disperatamente per strapparlo alla morte, ma le ferite erano troppo profonde. Il suo cuore ha cessato di battere, lasciando che l’agguato si trasformasse in omicidio.

Sul posto sono confluite immediatamente le forze dell’ordine. Le indagini sono state affidate alla Squadra Mobile della Questura di Napoli, che opera sotto il coordinamento del Questore Maurizio Agricola. Gli agenti, assieme ai colleghi del commissariato di Ponticelli e alle volanti dell’Ufficio prevenzione generale, hanno transennato l’area per ore, eseguendo i rilievi balistici e cercando ogni possibile traccia utile a identificare i killer. Il furgone è stato posto sotto sequestro e sarà analizzato nei minimi dettagli.

La pista che gli investigatori stanno seguendo con maggiore convinzione è quella della matrice camorristica. Le modalità dell’esecuzione, la scelta del luogo – un’area contesa – e il profilo della vittima lasciano pochi dubbi. Si scava ora nel passato di Musella, per capire quale sgarro possa aver pagato con la vita e a quale dei clan in guerra potesse essere legato, o quale avesse sfidato.

Questo omicidio si inserisce in un contesto cittadino di altissima tensione. L’ultimo weekend è stato un bollettino di guerra: un 32enne ucciso al culmine di una rissa a Porta Capuana, un 48enne gambizzato ai Quartieri Spagnoli, un ragazzino di appena 14 anni accoltellato in pieno centro, in Piazza del Municipio. Episodi diversi per matrice e contesto, ma che insieme dipingono il quadro di una città fuori controllo, dove la violenza esplode efferata e improvvisa, nonostante il presidio rafforzato delle forze dell’ordine. L’omicidio di “o’ muccuso” riporta però prepotentemente in primo piano lo spettro della criminalità organizzata, che a Ponticelli sembra aver rialzato il tiro, tornando a regolare i conti con il piombo. La guerra per il controllo delle piazze di spaccio e delle estorsioni non si è mai fermata, e questo agguato potrebbe essere solo il primo atto di una nuova, sanguinosa faida.

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