Porti, Sicilia punta a riqualificare le infrastrutture: emissioni zero nel 2026

La Sicilia occidentale che investe sulla riqualifica dei suoi porti per costruire e mantenere efficienti le infrastrutture, ma anche per raggiungere il livello di emissioni zero entro il 2026.

Foto Giulia Molinari / LaPresse

PALERMO– La Sicilia occidentale che investe sulla riqualifica dei suoi porti per costruire e mantenere efficienti le infrastrutture, ma anche per raggiungere il livello di emissioni zero entro il 2026. É un obiettivo ambizioso quello che si prefigge l’Autorità di Sistema portuale del mare di Sicilia occidentale, che comprende i porti di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle. Sono, infatti, 604.846.489 i milioni di euro tra opere realizzate e in corso di realizzazione e quasi un miliardo gli investimenti nelle quattro città dell’isola. I fondi sono al 70% europei, al 20% nazionali e legati a fondi per la realizzazione di infrastrutture centrali. Il 10%, invece, sono legati a cofinanziamenti attraverso risorse dell’autorità portuale. Nel porto di Palermo i lavori già conclusi o in corso hanno richiesto investimenti per oltre 600 milioni di euro, tra questi, ad esempio, i fondi relativi all’elettrificazione delle banchine (36 milioni) e i consolidamenti delle banchine (30 milioni). Ulteriori interventi, saranno invece previsti con fondi provenienti dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, come l’interfaccia città-porto che prevederà la realizzazione di nuove strutture. Ma c’è di più, perché dopo sette anni, il porto di Palermo dispone di un innovativo cruise terminal che, sorto dalla totale riqualificazione dell’antica stazione marittima, è stato realizzato sullo scheletro dell’antica stazione datata 1950 che portava la firma dell’architetto Salvatore Caronia Roberti. “Si tratta di una struttura moderna, tecnologicamente avanzata da 9500 metri quadrati – spiega Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del mare di Sicilia Occidentale – la struttura potrà gestire un milione e mezzo di passeggeri l’anno”. L’obiettivo di questi interventi, infatti, è quello di potere accogliere grandi navi di ultima generazione all’interno di strutture portuali riqualificate e dragate con fondali adeguati e con strutture marittime dotate di punti ricettivi “a giugno del prossimo anno – prosegue il dirigente dell’ente porto – inaugureremo i lavori del molo trapezoidale nel capoluogo siciliano. Ulteriori 9 mila metri quadrati con edifici, club house, tre ristoranti a bordo d’acqua, attracchi per lussuosi yacht, convention center e 1600 metri quadri destinati alle eccellenze siciliane. Il tutto attorno a un sito archeologico come il Castello a Mare, di cui è stato recuperato il perimetro. Ma c’è di più – sottolinea – perché sorgerà anche un museo multimediale affidato alla società che gestisce Le vie dei Tesori. Speriamo di potere inaugurare questa struttura nel luglio del 2023”. Il nuovo terminal palermitano però non è il solo ad essere stato oggetto di riqualificazione “è il quarto terminal che inauguriamo – conclude Monti – dopo i due di Trapani, un altro è in dirittura d’arrivo a Porto Empedocle, lo apriremo a ottobre, mentre un altro ancora lo inizieremo a costruire a Termini Imerese”.

di Carla Andrea Fundarotto

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