Pressioni sul sindaco di Presenzano per un appalto: ai domiciliari un imprenditore edile

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Andrea Maccarelli, sindaco di Presenzano
Andrea Maccarelli, sindaco di Presenzano

CASERTA – Massima attenzione sul settore degli appalti pubblici, soprattutto nelle realtà locali più piccole, dove la gestione delle opere infrastrutturali può diventare terreno delicato e particolarmente esposto a pressioni esterne. E’ in questo contesto che si inserisce l’inchiesta partita da una denuncia di un sindaco e sfociata nell’arresto di un imprenditore edile dell’Alto Casertano. Al centro del caso, secondo l’impianto accusatorio, presunte pressioni, minacce e condotte persecutorie finalizzate all’ottenimento di appalti pubblici e di somme di denaro.

La vicenda riguarda il Comune di Presenzano e vede coinvolti il sindaco Andrea Maccarelli (nella foto), 41 anni, e l’imprenditore Mirko Romanelli, 34 anni, originario di Mignano Monte Lungo, attivo nel settore dell’edilizia e dei trasporti attraverso diverse società, tra cui la GMG Lavori srl. Al centro dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Cassino e condotta dai finanzieri della Tenenza di Sessa Aurunca del Comando provinciale di Caserta, vi sarebbe un presunto sistema di pressioni esercitato nei confronti del primo cittadino.

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’imprenditore avrebbe messo in atto, a partire dal gennaio 2024, una serie di comportamenti definiti “vessatori e intimidatori”, tra cui appostamenti, pedinamenti, telefonate anonime, messaggi sui social network, diffamazioni e contatti diretti sia presso l’abitazione privata del sindaco sia negli uffici comunali. Le condotte contestate, sempre secondo gli investigatori, sarebbero state finalizzate a influenzare l’aggiudicazione di un appalto pubblico da circa 2,5 milioni di euro, relativo a lavori di messa in sicurezza del territorio, oltre a ottenere il pagamento di circa 40mila euro per lavori che, secondo la ricostruzione investigativa, non sarebbero mai stati eseguiti. Le ipotesi di reato contestate all’indagato sono estorsione, turbata libertà degli incanti e atti persecutori.

L’inchiesta ha preso avvio a seguito della denuncia presentata dal sindaco Maccarelli, che avrebbe segnalato alle autorità comportamenti ritenuti intimidatori e insistenti. Le attività investigative della Guardia di Finanza, coordinate dalla Procura di Cassino, hanno ricostruito un quadro che, secondo gli inquirenti, evidenzierebbe una pressione sistematica e prolungata nel tempo nei confronti dell’amministratore comunale. L’obiettivo delle presunte condotte, sempre secondo l’impianto accusatorio, sarebbe stato quello di condizionare le procedure di gara pubblica, alterando il regolare svolgimento degli appalti e ottenendo vantaggi economici indebiti.

Sulla base delle risultanze investigative, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cassino ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti dell’imprenditore, eseguita dai finanzieri della Tenenza di Sessa Aurunca sabato 18 aprile. Contestualmente, è stata disposta anche l’interdizione dall’attività imprenditoriale per la durata di un anno. Secondo quanto riportato nel provvedimento, le misure cautelari sarebbero state motivate dalla necessità di interrompere le presunte condotte e prevenire ulteriori pressioni o interferenze sull’attività amministrativa del Comune.

La ricostruzione investigativa descrive un quadro di presunte condotte reiterate e insistenti: dalle telefonate anonime ai messaggi sui social, fino agli appostamenti e ai contatti diretti. Secondo quanto emerso, l’imprenditore avrebbe cercato in più occasioni di esercitare pressione sul sindaco Maccarelli per orientare l’esito della gara d’appalto e ottenere vantaggi economici, sia attraverso l’aggiudicazione dei lavori sia tramite il pagamento di somme contestate. Gli investigatori parlano di una strategia di pressione costante, finalizzata a incidere sulle decisioni dell’amministrazione comunale.

Dopo l’esecuzione della misura cautelare, la vicenda ha avuto un’evoluzione significativa. L’imprenditore, assistito dal proprio legale, ha affrontato l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice, fornendo la propria versione dei fatti e producendo documentazione difensiva. A seguito di tale confronto, il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto la revoca degli arresti domiciliari e delle restrizioni precedentemente applicate, ritenendo venute meno le esigenze cautelari inizialmente ravvisate. Di conseguenza, l’indagato è tornato in libertà, senza misure restrittive a suo carico.

Nonostante la revoca delle misure cautelari, il procedimento resta aperto e proseguirà nelle sedi competenti per gli eventuali approfondimenti processuali. Le accuse, al momento, restano nella fase delle indagini preliminari e dovranno essere eventualmente verificate nel corso del procedimento giudiziario, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza. La gara d’appalto al centro dell’inchiesta, secondo quanto emerso, si sarebbe comunque svolta e non risulterebbe aggiudicata all’imprenditore coinvolto nella vicenda.

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