L’ala del Bologna, Rowe, ha rotto il silenzio su un episodio cruciale del suo passato, la violenta lite con Adrien Rabiot che ha segnato la fine della sua avventura al Marsiglia. In una recente intervista, il calciatore ha fornito la sua versione dei fatti, ricostruendo i momenti di alta tensione avvenuti nello spogliatoio.
Secondo il racconto dell’attaccante, l’origine dello scontro non è stata una discussione diretta con Rabiot. Tutto è cominciato da un alterco verbale con il portiere Rulli. L’intervento della sicurezza non è bastato a sedare gli animi e, a quel punto, si è inserito Rabiot, facendo degenerare la situazione in modo irreparabile.
Rowe ha smentito categoricamente di essere stato il primo a usare la violenza fisica. “Lui e Benatia (all’epoca direttore sportivo) non hanno visto il primo pugno che mi ha sferrato. Hanno pensato che fossi stato io a colpirlo per primo, ma non è andata così”. L’episodio, definito “da bar” dall’allora tecnico Roberto De Zerbi, ha avuto conseguenze gravi, con la situazione che è “letteralmente sfuggita di mano” e un compagno, Darryl Bakola, che è addirittura svenuto durante la rissa.
Nonostante il burrascoso epilogo, Rowe ha riconosciuto di aver imparato molto da De Zerbi, elogiandone la meticolosità e l’attenzione ai dettagli. I metodi di allenamento del tecnico, però, hanno inizialmente sorpreso l’intera squadra per la loro durezza estrema.
Il giocatore ha ricordato sessioni di allenamento estenuanti e del tutto inedite nella sua carriera. “Erano stancanti, da morire. Ci svegliavamo alle quattro del mattino per andare a correre nel bosco, al freddo, usando delle torce per vedere nel buio”. A queste corse notturne seguivano poi circuiti e sprint in salita, un regime di preparazione fisica che ha lasciato un segno profondo nell’atleta.
Archiviato il passato, Rowe guarda al presente con il Bologna e al futuro con grande ambizione. Il suo obiettivo dichiarato è quello di tornare a giocare in un top club della Premier League. Per raggiungere questo traguardo, l’attaccante ha individuato un modello preciso a cui ispirarsi: Khvicha Kvaratskhelia.
Rowe, che gioca nella stessa posizione del georgiano, ha rivelato di studiarlo attentamente per “rubarne” i segreti. Ha raccontato di chiedere spesso al match analyst i video delle giocate di Kvaratskhelia per analizzarne i movimenti, il modo di puntare l’uomo, i cambi di direzione e i cross sul secondo palo. Un lavoro di analisi minuzioso per migliorare il proprio bagaglio tecnico e inseguire il sogno del grande calcio inglese.















