POLLENA TROCCHIA – A incastrare Mario Landolfi sarebbe stata la testimonianza decisiva di una giovane coppia che, insospettita dai movimenti dell’uomo, ha avuto la prontezza di annotare dettagli fondamentali per gli investigatori. Le vittime sono Sara Tkacz, 29 anni, nata a Santa Maria Capua Vetere, e Lyuba Hlyva, 49 anni, originaria dell’Ucraina.
Secondo quanto emerso nelle prime fasi dell’indagine, Landolfi sarebbe entrato nel palazzo insieme a una delle due donne e ne sarebbe uscito da solo appena venti minuti dopo, stringendo tra le mani una borsetta bianca. A notare quella scena è stato un ragazzo che si trovava nei pressi dell’edificio insieme alla compagna. I due avrebbero visto l’uomo accompagnato da una donna minuta entrare nello stabile; poco dopo, però, lo stesso uomo sarebbe uscito senza di lei.
Un dettaglio che ha immediatamente acceso i sospetti del giovane testimone, il quale ha deciso di fotografare l’automobile dell’uomo, riuscendo a immortalare chiaramente la targa del veicolo. Subito dopo la coppia ha contattato i carabinieri, fornendo una descrizione precisa sia dell’uomo sia della donna che era con lui poco prima.
Da quel momento sono partite le indagini coordinate dalla Procura di Nola. Gli investigatori, grazie agli elementi raccolti e agli accertamenti successivi, sono riusciti rapidamente a risalire a Mario Landolfi, 49enne disoccupato e percettore di reddito di inclusione. Nel corso dell’interrogatorio, secondo quanto trapelato, Landolfi avrebbe confessato il duplice omicidio. Una confessione che avrebbe aggravato ulteriormente una posizione già compromessa dagli indizi raccolti nelle ore immediatamente successive al delitto.
A colpire gli inquirenti sarebbe stato anche il comportamento dell’uomo dopo la confessione. Landolfi, infatti, avrebbe espresso il desiderio di ottenere gli arresti domiciliari perché, a suo dire, tra pochi giorni dovrebbe partecipare a una festa di famiglia. Una richiesta che sarebbe stata avanzata ai carabinieri e al pubblico ministero della Procura di Nola, ma che appare del tutto incompatibile con la gravità delle accuse contestate.















