Quirinale: Salvini pensa a Frattini e Massolo, telefonata Berlusconi-Draghi sblocca centrodestra

Foto AP / Yara Nardi, pool in foto Matteo Salvini

ROMA – Un’altra giornata vissuta pericolosamente sulle montagne russe in cerca del punto di caduta in grado di arrivare alla fatidica fumata bianca. Matteo Salvini continua a vestire i panni del king maker nella partita del Quirinale, ma al momento i risultati scarseggiano, e sia nel centrodestra che nel campo avversario in molti si chiedono quale sia la strategia del segretario del Carroccio.

Da giorni il Capitano si dice ottimista, al lavoro a testa bassa per centrare il bersaglio, ma i fatti certificano altro. Basti pensare alla terna di nomi del centrodestra (Nordio-Pera-Moratti) bocciata nell’arco di poche ore senza nemmeno il passaggio dall’Aula di Montecitorio. Analogo destino, di fatto, è toccato alla seconda carica dello Stato, Elisabetta Casellati, bruciata in partenza dai progressisti e difficilmente riproponibile.

A forza di scartare nomi, compreso quello di Casini, nel mazzo di Salvini le carte cominciano a scarseggiare e per svoltare ci vorrebbe il più classico de jolly. Di certo, annuncia Salvini, domattina le schede non saranno né bianche come nelle prime tre votazioni né sarà riproposta la via dall’astensione, imboccata dalla coalizione oggi non senza qualche mal di pancia in Fdi.

“Il mio obiettivo è tenere unito il centrodestra e tenere unita la maggioranza. Confido che domani sia la giornata buona” dichiara il leghista in uno dei continui passaggi tra il Transatlantico e il palazzo dei gruppi di Montecitorio dove si susseguono senza sosta i vertici con Forza Italia e Fdi e gli incontri coi dirigenti del partito.

“Sto lavorando nell’ambito del centrodestra, e rimane quella la via maestra. Non un nome di partito, ma di area – puntualizza Salvini -. Conto di portare sui tavoli alcuni profili che spero raccolgano il sì di tutti, perché mi si richiedono personalità al di fuori della politica, senza tessere in tasca, apprezzate a livello nazionale e internazionale, servitori dello Stato. Oggi pomeriggio spero di aver investito il mio tempo non per la Lega, per il centrodestra o per una vittoria di parte”.

Ecco quindi nell’agenda del leghista appuntamenti con avvocati e docenti universitari, mentre vengono smentite le indiscrezioni di un incontro con Giampiero Massolo, presidente di Fincantieri e dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi). A rispuntare però è il nome dell’ex ministro degli Esteri e neo eletto presidente del Consiglio di Stato, Franco Frattini. Il leader della Lega, confermano diverse fonti parlamentari del Carroccio, starebbe lavorando all’ipotesi e dall’entourage del segretario filtra solo un secco ‘no comment’.

Quello di Frattini, però, non sarebbe l’unico nome sul tavolo. Potrebbe tornare d’attualità quello del giurista Sabino Cassese e sempre in pista, anche se tra mille difficoltà e distinguo presenti all’intero della coalizione, resta l’opzione Mario Draghi (la preferita dall’ala del Carroccio che fa riferimento a Giorgetti, e anche da una parte consistente di ‘centristi’) che oggi ha prima alzato il telefono per chiamare Silvio Berlusconi formulando i migliori auguri di pronta guarigione e poi ha ricevuto il coordinatore nazionale di FI, Antonio Tajani.

Il “cordiale colloquio” andato in scena, riportano fonti azzurre, non cambierebbe tuttavia la linea di Fi, “che preferisce Draghi a Chigi”. Posizione ribadita anche da Salvini, che continua a ritenere il premier “prezioso alla guida del governo”. Chi invece dovrebbe prendere il posto di Sergio Mattarella, il cui bis vedrebbero perfetto in tanti in Parlamento, resta ancora un’incognita.(LaPresse)

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