Reggio Calabria: 10 borghi uniti da un itinerario

45
Patrimonio calabrese
Patrimonio calabrese

È stato presentato a Reggio Calabria il progetto “I 70 km d’oro: dalla Bovesia alla Locride”, un itinerario culturale che ha l’obiettivo di ricucire un territorio frammentato in una narrazione unitaria. L’iniziativa, inaugurata con una mostra ospitata in Prefettura, vuole superare la promozione isolata dei singoli comuni e costruire un racconto condiviso per valorizzare l’intera area della Calabria ionica.

La scelta della Prefettura come sede espositiva è altamente simbolica. L’edificio sorge infatti su un’area che fu oggetto di scavi da parte di Paolo Orsi, figura chiave per la comprensione del patrimonio archeologico regionale. La mostra riporta così il racconto nel luogo in cui molte delle scoperte hanno avuto origine, onorando l’eredità di rigore scientifico lasciata dall’archeologo, a cui si devono il recupero della Cattolica di Stilo e gli scavi a Kaulonia e Locri.

Il percorso unisce dieci comuni lungo circa settanta chilometri, creando un viaggio attraverso i secoli. Si parte dai mosaici di Kaulonia a Monasterace e si prosegue verso la Cattolica di Stilo, simbolo dell’architettura bizantina, passando per il centro medievale di Gerace. Tra le tappe figurano anche la villa romana di Casignana, il Parco Archeologico di Locri Epizefiri, la sinagoga di Bova Marina, l’insediamento rupestre di Brancaleone e il teatro greco-romano di Portigliola.

Questa concentrazione di siti racconta una stratificazione storica che va dalla Magna Grecia al Medioevo. Il progetto mira a trasformare questa ricchezza da una somma di elementi isolati a una rete di relazioni, come ha spiegato la coordinatrice Francesca Crea. L’obiettivo è passare da una visione frammentata a una lettura integrata che possa fare dell’area un grande attrattore culturale e turistico.

L’iniziativa assume inoltre una forte valenza ambientale. I siti archeologici testimoniano un equilibrio storico tra insediamenti umani e paesaggio. Leggere questi luoghi in modo unitario permette di riconoscere la fragilità dei territori che li ospitano, spesso minacciati da dissesto idrogeologico, abbandono e turismo non sostenibile. Valorizzare i borghi significa quindi promuovere una relazione più consapevole con l’ambiente, capace di tenere insieme tutela, memoria e futuro.

Il progetto si propone infine come un modello di sviluppo sostenibile, uno strumento concreto per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare l’identità delle comunità locali. Non solo un’opportunità turistica, ma un investimento sulla cura del paesaggio e sulla costruzione di una narrazione nuova e complessa per la Calabria.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome