Russell furioso: ‘Senza potenza, più lento di una F2’

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Cronache sport formula1
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Il Gran Premio del Belgio di George Russell è terminato dopo poche curve in modo amaro e polemico. Il pilota inglese della Mercedes è stato costretto al ritiro a seguito di un contatto con il compagno di squadra Lewis Hamilton, ma le cause dell’incidente, secondo lo stesso Russell, affondano le radici in un grave problema tecnico manifestatosi fin dalla partenza.

Tutto ha avuto origine da un improvviso e significativo calo di potenza subito dopo il via. “Non avremmo dovuto trovarci in quella posizione in quel momento”, ha spiegato Russell. “Non avevo potenza, non avevo batteria. Sono stato superato da Leclerc, da Hamilton e quasi anche da Piastri”. Questa perdita di prestazione ha reso la sua vettura estremamente vulnerabile sul lungo rettilineo del Kemmel.

La frustrazione del pilota è esplosa in una frase emblematica che descrive la sua impotenza in quei frangenti: “È stato pericoloso, onestamente, ero più lento di una Formula 2”. Proprio questa mancanza di velocità lo ha portato a trovarsi in una bagarre in cui non avrebbe dovuto essere, culminata nel contatto con Hamilton. Russell, tuttavia, ha declassato l’episodio a “un normale incidente di gara”.

“Avrei potuto lasciargli un po’ più di spazio e lui avrebbe potuto frenare un po’ di più, ma se avessi avuto velocità in rettilineo non sarebbe accaduto nulla”, ha commentato, spostando il focus dal contatto alla causa scatenante. Per il pilota, l’incidente è stato solo la conseguenza diretta del problema di erogazione. “Mi sentivo in una buona posizione in curva 1 e all’improvviso sono rimasto senza potenza, da lì è tutto svanito”.

Le parole più pesanti sono arrivate nel dopogara, cariche di un senso di frustrazione verso il team che difficilmente passerà inosservato. “Voglio soltanto che la mia macchina sia la stessa degli altri, non chiedo nulla di meglio”, ha dichiarato Russell. Un’affermazione che suona come una richiesta diretta di parità di trattamento tecnico e che apre un fronte di discussione interno alla scuderia Mercedes.

Il risultato deludente in Belgio, quindi, non pesa solo in termini di punti persi, ma soprattutto per il clima di sfiducia che queste dichiarazioni potrebbero generare. Un esito disastroso che ha lasciato il pilota “senza parole” ma con un messaggio molto chiaro da recapitare alla propria squadra.

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