Russo (Fi): “Non cambio partito, voglio cambiare il partito”

Il deputato azzurro: “Lavoro con Carfagna, non mi distraggo con le paturnie interne. Sindaco di Napoli? Sosterrò Maresca anche se non è del centrodestra”

Paolo Russo

I giochi sono fatti, il centrodestra alle Amministrative del prossimo autunno appoggerà Catello Maresca. In che misura è da vedersi considerato il gioco ad escludere che il magistrato in aspettativa ha avviato con il niet a Luigi Cesaro, ma questo non scoraggia Forza Italia nell’appoggiarlo. Che tipo di contributo riusciranno a dare i berlusconiani è da vedere considerate le defezioni degli ultimi giorni e le spaccature interne che, ormai, non appassionano più neanche gli stessi azzurri. Lo conferma il deputato Paolo Russo.

Onorevole, Fi, Lega e Fdi appoggeranno Catello Maresca nella corsa per palazzo San Giacomo. Un candidato sindaco che non ci sta a farsi etichettare come candidato di centrodestra e si definisce ‘civico’. Che ne pensa? Uno smacco alla politica?

Darò una mano al centrodestra e mi impegnerò come mi è stato suggerito dal presidente Berlusconi a sostenere un sindaco distinto e distante dal mal governo di centrosinistra. Sarò al fianco di Maresca per sostenerlo e rafforzarlo. Non c’è questione di civico o politico, ognuno deve essere quello che è. Poi i partiti, tutti, possono aggiungersi alla consacrazione del migliore civismo. Di certo non si deve togliere gusto a chi come me milita in Fi di dare il proprio contributo, ma quello di Maresca non è un progetto di centrodestra e meno male.

Eppure sembra che Maresca il ‘gusto’ di cui parla voglia toglierlo a Cesaro. Ha detto che non potrà mai accettare il suo appoggio. Come la mettiamo?

Sono un garantista convinto, non ho mai stilato liste di proscrizione, ma comprendo che abbia le sue ragioni oltre che una sensibilità diversa, chi viene da un mondo che era ed è ben distinto dalla politica. A noi interessa che le idee e le proposte giungano al vaglio di Maresca per una stagione di buongoverno.

In campo per il centrosinistra c’è l’ex ministro Manfredi, non l’ha avuto neanche per un attimo la tentazione di sostenerlo?

No. Noi abbiamo un candidato di popolo, loro un candidato di apparato scelto dal principe di turno nei palazzi romani o nelle segreterie in defaticanti riunioni notturne. Maresca è stato individuato dal mondo palpitante delle associazioni civiche, ambientaliste, dal mondo delle professioni e da chi vuole un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi 30 anni di malgoverno delle tre sinistre: quella parolaia ed enfatica di Bassolino, quella impalpabile della Iervolino e quella disastrosa di de Magistris. Sono queste tre sinistre ad aver generato un moto di rivolta in città che non è stato intercettato dalle sensibilità politiche del centrodestra, ma dal mondo del fare. La Napoli che vuole riscattarsi si rivede in Maresca e lo vuole come conduttore per i prossimi dieci anni.

Fi è diventato il partito del malcontento, Sibilia ha lasciato dopo aver ottenuto l’incarico di coordinatore ad Avellino e vice regionale. Spesso Caldoro, nonostante lo scarso risultato alle Regionali, pontifica e lancia stoccate, anche rivolte a lei.

Io provo a pedalare affrontando le questioni e i problemi reali provando sempre a dare risposta al fianco del ministro Carfagna e così mi distraggo dalle querelle e dalle paturnie interne a Fi.

Domanda secca: lascerà Forza Italia?

Io provo a cambiare il partito e non a cambiare partito.

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