La tennista Aryna Sabalenka è stata protagonista di una copertina della rivista Time, intitolata “Tour de Force”. L’intervista ha offerto un ritratto intimo della donna dietro la campionessa, rivelando le battaglie personali che ha affrontato lontano dai campi da gioco.
Sabalenka ha parlato apertamente dei lutti che hanno segnato la sua vita. Nel 2019 ha perso il padre, scomparso a soli 43 anni. Un dolore profondo, arrivato proprio mentre la sua carriera stava decollando. Ha ricordato il loro rapporto speciale e come le parole della madre, sull’orgoglio del padre nel vederla competere, l’abbiano aiutata a ritrovare la serenità.
Nel 2024, un’altra tragedia l’ha colpita con la morte dell’ex compagno Konstantin Koltsov. In questi momenti bui, ha confessato che “il tennis mi ha davvero salvata dalla depressione”. Gli allenamenti sono diventati un rifugio per non pensare, nonostante le lacrime versate anche durante le sessioni.
La numero uno del mondo ha poi affrontato il tema delicato della guerra in Ucraina. L’invasione russa, partita anche dal territorio bielorusso, ha creato una profonda frattura nel mondo del tennis. Sabalenka ha raccontato di aver ricevuto parole durissime da alcuni allenatori ucraini, che l’hanno colpita profondamente. Ha ribadito la sua opposizione a qualsiasi conflitto, ma ha preferito non commentare la sua posizione riguardo al presidente bielorusso.
Anche la sua carriera ha avuto momenti di crisi profonda. Nel 2022, a causa di gravi problemi con il servizio, la sua fiducia era crollata al punto da farle considerare il ritiro. Ha descritto quel periodo come un momento in cui sentiva che il mondo le stesse dicendo di smettere. La svolta è arrivata grazie al supporto di una psicologa, una figura che l’ha aiutata a cambiare prospettiva e a ritrovare la strada.
Oltre alle sfide personali, Sabalenka ha mostrato il suo lato combattivo anche su questioni professionali. Ha sollevato il problema della ripartizione dei ricavi nei tornei del Grande Slam, sostenendo che le giocatrici meritano una quota maggiore. Ha affermato con decisione che, se le loro richieste non verranno accolte, un boicottaggio degli Slam potrebbe diventare un’opzione concreta, sebbene rappresenti un’ultima risorsa.
L’intervista ha svelato anche un lato più leggero e curioso della sua personalità. Ha condiviso il sogno di avere nei tornei una “stanza per distruggere le racchette”, un luogo dove scaricare la tensione tra un set e l’altro per poi tornare in campo rigenerata. Guardando al futuro, ha rivelato i suoi piani personali: immagina di diventare madre a 32 anni, per poi tornare a competere, e di avere un secondo figlio dopo il ritiro definitivo.
La sua conclusione racchiude l’essenza della sua persona: “Voglio essere ricordata come una lottatrice in campo, ma come una persona divertente fuori dal campo”.



