NAPOLI – Il sangue di San Gennaro si è sciolto. L’annuncio alle 10,04. Il prodigio si è ripetuto anche quest’anno nel giorno dedicato al santo patrono di Napoli e della Campania, davanti ai fedeli riuniti nel Duomo. L’annuncio dell’avvenuta liquefazione è stato accolto da un lungo applauso, liberando la gioia e la commozione delle persone che sin dalle prime ore della mattina avevano raggiunto la Cattedrale. Un momento sempre molto emozionante per tutta la città.
La solenne celebrazione eucaristica è stata presieduta dall’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia. Secondo il cerimoniale, l’abate della Cappella del Tesoro, monsignor Vincenzo De Gregorio, ha provveduto all’apertura della cassaforte che custodisce le ampolle insieme con il sindaco Gaetano Manfredi e il presidente della Regione Campania Roberto Fico. Le reliquie sono state quindi portate all’altare maggiore. Presenti tantissimi rappresentanti del mondo politico, religioso e istituzionale, a cominciare dal prefetto di Napoli, Michele di Bari.
Il momento più atteso è arrivato con la conferma della liquefazione del sangue conservato nell’ampolla. Un evento che per i napoletani rappresenta un legame profondo con il patrono ed è tradizionalmente considerato un segno di buon auspicio per la città.
San Gennaro e la venerazione dei fedeli
Al termine della celebrazione è prevista l’esposizione dell’ampolla alla città. La Cattedrale resterà aperta fino alle 21, mentre dalle 16 alle 18.30 il sangue sarà nuovamente offerto alla venerazione dei fedeli. Alle 18.30 sarà celebrata un’altra messa.
Le celebrazioni proseguiranno dal 20 al 26 settembre con l’Ottavario di ringraziamento. Ogni giorno le reliquie saranno esposte nella Cappella del Tesoro e successivamente offerte alla venerazione dei fedeli in Cattedrale.
La liquefazione viene attesa tre volte l’anno: il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre, giorno della festa del patrono, e il 16 dicembre, anniversario dell’eruzione del Vesuvio del 1631. Per Napoli quello di oggi resta uno dei momenti religiosi e popolari più sentiti, capace di unire fede, storia e identità cittadina.






