Slow Move Fest: natura e trekking nell’Alta Tuscia

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Turismo lento
Turismo lento

Dal 26 al 28 giugno, la piccola frazione di Trevinano, nel comune di Acquapendente (Viterbo), ha ospitato la prima edizione di Slow Move Fest, un festival dedicato al turismo lento nelle aree interne. L’evento, organizzato da Slow Food Viterbo e Tuscia nell’ambito del progetto Ri-Wind finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha proposto oltre cinquanta esperienze gratuite per riscoprire il valore del tempo e del contatto con l’ambiente.

L’obiettivo è stato dimostrare come un territorio possa essere esplorato senza fretta, privilegiando spostamenti a piedi, in bicicletta o a cavallo. Questo modello di turismo mira a ridurre l’impatto ambientale, a distribuire i flussi di visitatori durante l’anno e a sostenere le economie locali, valorizzando il patrimonio naturale e culturale dell’Alta Tuscia.

Il programma ha offerto un’ampia scelta di attività, tra cui trekking, escursioni in mountain bike, sessioni di yoga e osservazioni astronomiche. Tra gli appuntamenti più significativi c’è stato il “Cammino dei Tre Confini”, un percorso che ha condotto i partecipanti fino al Punto Triplo, il luogo esatto dove si incontrano i confini di Lazio, Toscana e Umbria, all’interno della Riserva Naturale Monte Rufeno.

Un’altra esperienza originale è stata “Planta Sonorum”, svoltasi nel Bosco Monumentale del Sasseto. Qui, speciali sensori applicati agli alberi hanno trasformato gli impulsi bioelettrici delle piante in suoni. Non una musica prodotta dalle piante, ma la traduzione sonora dei loro processi fisiologici, un modo per riflettere sulla complessità della vita vegetale in un bosco secolare dall’atmosfera fiabesca.

Molto suggestiva è stata anche “La Notte delle Lucciole”, una passeggiata serale nella Riserva Naturale Monte Rufeno. La presenza di questi insetti è un importante indicatore della qualità degli ecosistemi. La loro diminuzione in Europa, a causa di pesticidi, urbanizzazione e inquinamento luminoso, rende il loro avvistamento un segnale di ambienti sani e ben conservati.

Ispirato alla pratica giapponese dello Shinrin-yoku, il “Bagno di Foresta” ha invitato a un’immersione sensoriale nell’ambiente boschivo. L’attività, che non è un’escursione sportiva, si è concentrata sull’ascolto dei suoni, l’osservazione dei dettagli e la percezione dei profumi della natura, pratiche che secondo diverse ricerche scientifiche riducono lo stress e migliorano il benessere.

Il festival ha unito natura ed enogastronomia con iniziative come “Walk with Wine”, un trekking tra i vigneti con degustazioni presso le aziende locali. Non sono mancati itinerari in e-bike e passeggiate a cavallo per esplorare la Riserva di Monte Rufeno, oltre a osservazioni del cielo notturno presso l’osservatorio locale, favorito dal basso inquinamento luminoso.

Manifestazioni come lo Slow Move Fest dimostrano che il turismo può diventare uno strumento per valorizzare le aree interne italiane senza comprometterne gli equilibri. Questo approccio favorisce una fruizione rispettosa dell’ambiente, sostiene le piccole imprese locali e permette di vivere il territorio in modo autentico, contribuendo alla sua tutela.

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