Stesa armata nell’ex feudo dei Lo Russo: trovati quattro bossoli nel rione San Gaetano

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Rione San Gaetano a Napoli
Rione San Gaetano a Napoli

NAPOLI – Alta tensione nel quartiere Miano, dove ieri notte si sono uditi esplodere diversi colpi d’arma da fuoco nell’ex roccaforte dello storico clan Lo Russo. I carabinieri della Compagnia Vomero sono prontamente intervenuti nel rione San Gaetano a seguito delle numerose segnalazioni degli abitanti svegliati dai boati. Sul manto stradale, precisamente nei pressi dell’isolato 13, le forze dell’ordine hanno rinvenuto e repertato quattro bossoli calibro nove. E’ stata una ‘stesa’ a colpi di pistola. Un avvertimento. Al momento le verifiche effettuate sul posto non hanno evidenziato danni materiali a cose né la presenza di persone ferite a causa della sparatoria. Le indagini sono attualmente in corso per identificare i responsabili del gesto e per comprendere la precisa matrice criminale dell’intimidazione. Non ci sono testimoni e le le indagini dell’Arma puntano sui rilievi tecnici.

Intanto un clima di forte tensione si respira lungo le strade dei quartieri di Miano e Chiaiano dove lo storico clan Licciardi sta tentando di riappropriarsi del controllo del territorio. L’area era stata in passato sottratta dai potenti Lo Russo, oggi profondamente disarticolati a causa dei decisivi pentimenti dei loro vertici. I Licciardi potrebbero essere ai ferri corti con le nuove paranze, che chiedono spazio. Hanno preteso dai gruppi emergenti la gestione totale di tutte le attività illecite e dell’approvvigionamento di sostanze stupefacenti. Il traffico di droga rappresenta infatti la principale fonte di guadagno della zona e la chiave per garantire l’egemonia criminale sul territorio.

Nonostante si registri un apparente accordo tra i gruppi, gli investigatori ritengono che si tratti esclusivamente di una tregua di facciata. E la stesa di ieri notte potrebbe essere il primo campanello d’allarme. Tale situazione appare propedeutica all’imminente scoppio di una futura faida per la conquista della leadership nell’area nord. In sostanza i Licciardi hanno cinto d’assedio le palazzine popolari richiamando all’ordine i reduci delle due paranze ‘Abbasc Miano’ e ‘Ngopp Miano’. Il clan ha anche messo sotto pressione le nuove leve dei Lo Russo per impedire che Miano e Chiaiano diventino territori del tutto indipendenti. I Licciardi intendono anzitutto riaffermare la propria giurisdizione ed estrarre grossi profitti economici dal controllo capillare di questa specifica area.

La fazione della Masseria Cardone, favorita da una riorganizzazione interna e da recenti scarcerazioni eccellenti, ha subito richiamato la vecchia guardia. Al contempo il gruppo ha reclutato nuove leve imponendo loro un profilo basso ed evitando così che i giovani affiliati conoscano la catena di comando. Secondo le forze dell’ordine questo articolato riassetto precede un ben preciso piano di espansione verso le zone di Miano, Piscinola e il rione Don Guanella. Le mire espansionistiche si spingono perfino verso i territori sotto l’influenza dei Mazzarella, facendo temere agli inquirenti un imminente scontro armato. I timori degli investigatori sono ulteriormente alimentati dal recente ritorno in libertà di esponenti di primissimo piano.

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