Terrore a Roccamonfina: picchia la compagna davanti alla figlia di due anni, arrestato 37enne

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

ROCCAMONFINA – Un’escalation di violenza cieca e brutale, consumata tra le mura domestiche che dovrebbero essere un rifugio sicuro. Si è trasformata in un incubo la mattinata di oggi, 20 aprile 2026, per una donna di Roccamonfina, vittima della furia del convivente. Un uomo di 37 anni, del posto, è stato arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri della locale Stazione con le pesantissime accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, minacce e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Tutto ha avuto inizio con una disperata richiesta di aiuto giunta al numero di emergenza, che segnalava una lite furibonda in un’abitazione del comune aurunco. Quando i militari sono giunti sul posto, si sono trovati di fronte a una scena agghiacciante. Stando alla meticolosa ricostruzione effettuata dagli inquirenti, il 37enne, in evidente stato di alterazione psicofisica, verosimilmente dovuta a un abuso di sostanze alcoliche, aveva perso completamente il controllo. Prima le urla, poi le minacce di morte rivolte alla compagna, un preludio terrificante alla violenza fisica. L’uomo si è scagliato sulla donna, colpendola ripetutamente con schiaffi e pugni al volto. Una violenza inaudita, scatenata davanti agli occhi terrorizzati della figlia minore della coppia, una bambina di appena due anni, testimone involontaria di un orrore che rischia di segnarla per sempre.

L’arrivo della pattuglia dei Carabinieri, anziché placare la furia dell’uomo, ha innescato una seconda fase di violenza. Alla vista delle divise, il 37enne ha opposto una strenua resistenza, proferendo minacce anche all’indirizzo dei militari nel tentativo di sottrarsi all’arresto e al controllo. Nelle fasi concitate della colluttazione, nel disperato tentativo di divincolarsi, l’uomo è rovinosamente caduto per le scale dell’abitazione.

Una volta bloccato e messo in sicurezza, sia l’aggressore che la vittima sono stati accompagnati presso il pronto soccorso dell’ospedale più vicino per le cure del caso. Il referto medico parla chiaro e traccia un confine netto tra vittima e carnefice: alla donna sono state riscontrate lesioni personali giudicate guaribili in 15 giorni, mentre per l’uomo la prognosi è stata di appena un giorno, a seguito della caduta.

Espletate le formalità di rito in caserma, dove è stato accertato che l’uomo fosse privo di armi o di specifici titoli di polizia, per il 37enne si sono aperte le porte del carcere. Come disposto dall’Autorità Giudiziaria di Santa Maria Capua Vetere, è stato tradotto presso la locale Casa Circondariale, in attesa di rispondere dei gravi reati che gli vengono contestati. Un altro, triste capitolo di cronaca nera che accende ancora una volta i riflettori sulla piaga della violenza di genere, interrotto solo dal tempestivo intervento delle forze dell’ordine, che ha evitato conseguenze potenzialmente ancora più tragiche.

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