Test sui giovani: Parma apre la strada in Italia

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Impatto generazionale
Impatto generazionale

Parma è diventato il primo comune europeo ad aver introdotto lo ‘Youth Test’, uno strumento che serve a misurare l’impatto di ogni provvedimento amministrativo sulla popolazione under 35. Si tratta di un’applicazione concreta del principio di sostenibilità, che include l’analisi dei benefici o dei danni che una delibera può arrecare alle nuove generazioni.

Il funzionamento è semplice: prima di approvare una misura, ad esempio in materia di lavoro, istruzione o ambiente, si analizza in che modo essa influenzerà le persone tra i 15 e i 35 anni. L’obiettivo è rispondere a una domanda chiara: ‘Questo provvedimento è giusto e utile per i più giovani, o li penalizza?’.

Gli scopi principali sono evitare che le decisioni pubbliche danneggino le fasce più giovani della popolazione, promuovere scelte eque tra le diverse fasce d’età e dare maggior peso agli interessi di ragazzi e ragazze.

Nel caso di Parma, il recente piano urbanistico è stato sottoposto ad analisi specifiche per verificare se rispondesse all’esigenza di alloggi a prezzi accessibili per i giovani. Lo stesso approccio è stato usato per i trasporti e la scuola, con l’introduzione di voucher mirati.

Sull’esempio della città emiliana, diverse altre amministrazioni italiane si stanno muovendo nella stessa direzione, tra cui Milano, Bologna, Firenze, Genova e Reggio Calabria. L’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci) ha fissato l’obiettivo di estendere l’adozione di questo strumento ad almeno 100 comuni.

L’implementazione del test non si limita al momento dell’approvazione di una norma, ma si articola in tre fasi: una previsione degli effetti prima dell’adozione (ex ante), un monitoraggio durante la sua applicazione (in itinere) e una verifica dei risultati ottenuti a posteriori (ex post).

Anche a livello nazionale è stato fatto un passo in questa direzione con una legge che ha introdotto la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG). Questa norma prevede che tutti gli atti normativi del Governo siano accompagnati da un’analisi preventiva del loro impatto sui giovani e sulle generazioni future.

Nonostante questi progressi, l’Italia ha applicato il principio di sostenibilità generazionale con un certo ritardo rispetto ad altri Paesi europei. In Germania, ad esempio, è attivo da anni il ‘Jugend-check’, che analizza tutte le proposte di legge federali.

L’analisi tedesca, che riguarda i giovani tra i 12 e i 27 anni, è affidata a un organismo indipendente (il KomJC) che non si limita a un parere, ma dettaglia tutte le possibili conseguenze di una legge.

In Francia e in Spagna non esiste uno strumento unico e obbligatorio. In Francia, ogni legge importante è accompagnata da uno ‘studio di impatto’ generazionale, mentre la Spagna ha integrato nelle sue politiche il principio di attenzione verso i giovani, coordinato dall’Instituto de la Juventud (INJUVE).

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