Marcus Thuram, LeBron James, Aryna Sabalenka: atleti di discipline diverse hanno iniziato a sfoggiare vistosi occhiali a mascherina durante i festeggiamenti. Questi accessori, soprannominati “occhiali veloci” o, più tecnicamente, “Champagne Goggles”, non rappresentano solo una moda, ma sono nati da una precisa esigenza di sicurezza. La loro storia inizia lontano dai riflettori del calcio europeo, in uno spogliatoio del baseball americano.
La tendenza ha preso il via per necessità. Tutto è cominciato nel 2002 a Minnesota, quando i giocatori dei Twins Torii Hunter e David Ortiz hanno deciso di indossare occhiali da sci per proteggersi durante le celebrazioni. La festa per un precedente successo aveva causato loro un forte bruciore agli occhi a causa dello champagne. Questi occhiali, infatti, svolgono una funzione antinfortunistica fondamentale: schermano i bulbi oculari dall’esplosione dei tappi di sughero, che possono raggiungere velocità fino a 50 km/h, e dal contatto diretto con l’alcol, prevenendo così il rischio di seri danni.
Dal baseball, gli “Champagne Goggles” sono approdati nel mondo del basket Nba. Il pioniere è stato Ray Allen, che nel 2013, per celebrare il titolo dei Miami Heat, ha indossato un modello con i colori sociali della squadra. La consacrazione definitiva è però arrivata grazie a LeBron James. Dopo la vittoria del titolo con i Los Angeles Lakers nella “bolla” di Orlando nel 2020, la sua richiesta “Dove sono i miei goggles? Non mi verserete addosso lo champagne bruciandomi gli occhi senza quelli” è diventata un tormentone. La frase ha trasformato un semplice dispositivo di protezione in un accessorio di tendenza.
L’abitudine si è rapidamente estesa ad altri sport. Nel tennis, la bielorussa Aryna Sabalenka ha festeggiato la sua vittoria agli US Open presentandosi in conferenza stampa con l’iconica mascherina e una bottiglia di champagne, unendo sicurezza e un tocco di stile personale. Anche nel calcio femminile la moda si è affermata, con le giocatrici della nazionale statunitense che li hanno indossati dopo la vittoria del Mondiale nel 2019.
In tempi recenti, la tendenza è esplosa anche nel calcio maschile europeo e in Serie A. Adrien Rabiot ha celebrato la vittoria della Coppa Italia con la Juventus indossando gli occhiali protettivi. Ma è stato Marcus Thuram a renderli un elemento fisso dei festeggiamenti dell’Inter per la conquista del ventesimo scudetto. L’attaccante francese li ha sfoggiati con continuità, annunciando di volerli tenere fino alla fine della stagione.
Durante la partita che ha consegnato il titolo ai nerazzurri, le telecamere hanno inquadrato Thuram a bordocampo mentre si assicurava che un membro dello staff avesse pronti i suoi occhiali per il fischio finale. Da uno spogliatoio del Minnesota a San Siro, l’evoluzione di questi occhiali dimostra come un’idea nata per la sicurezza sia diventata un simbolo globale di trionfo e celebrazione sportiva.








