È stato avviato a Torino il progetto sperimentale “Urban Green Navigator”, un sistema che usa dati satellitari e intelligenza artificiale per suggerire i percorsi urbani più sostenibili. L’iniziativa, inserita nel Living Lab ToMove, punta a ridurre le emissioni e contrastare le isole di calore.
A differenza dei navigatori tradizionali, focalizzati sulla velocità, questa piattaforma valuta l’impatto ambientale di ogni spostamento. Sviluppata da Latitudo 40, è pensata per pedoni, ciclisti e utenti della mobilità leggera.
Una volta impostata la destinazione, l’algoritmo non calcola solo distanza e tempi, ma integra dati su temperatura, verde, qualità dell’aria ed emissioni. In questo modo suggerisce all’utente il percorso più confortevole e con il minor impatto.
Ciò permetterà, ad esempio, di evitare strade esposte al calore o di privilegiare viali alberati. I cittadini potranno muoversi in modo più salutare, specialmente durante le estati sempre più torride, che rendono critiche le aree più cementificate.
Il cuore tecnologico è la piattaforma EarthDataInsights®, un sistema di Geospatial Intelligence che analizza immagini satellitari e dati ambientali tramite intelligenza artificiale. Monitora in tempo reale verde, temperature e qualità dell’aria, traducendo dati complessi in consigli pratici.
Le informazioni raccolte non serviranno solo ai singoli. I dati aggregati e anonimi degli utenti permetteranno al Comune di individuare le zone più critiche, pianificando interventi su verde urbano, piste ciclabili e mitigazione climatica.
Urban Green Navigator avrà anche una versione per i mobility manager aziendali. Le imprese potranno così monitorare l’impatto degli spostamenti casa-lavoro e quantificare la riduzione di emissioni, integrando i dati nelle strategie ESG.
La scelta di Torino non è stata casuale, dati gli investimenti della città in innovazione e sostenibilità. Il Living Lab ToMove è infatti un laboratorio in cui amministrazione, imprese e cittadini collaborano per definire la mobilità del futuro.
Il progetto mira infine a un cambiamento culturale, dimostrando come le scelte individuali possano avere un impatto collettivo. Privilegiare percorsi più freschi e meno inquinati può migliorare, su larga scala, la qualità della vita urbana per tutti.











