Trieste, uomo trovato morto: fermata la moglie

Roma, 2 apr. (LaPresse) – E’ sotto stato di fermo L.C., moglie di Fulvio Visintin, il 73enne trovato morto nel suo appartamento nel tardo pomeriggio di domenica 1 aprile, in via dei Vigneti 22/2, nel rione di Servola. La donna di 49 anni è sospettata di aver ucciso il consorte con una coltellata al petto.

La donna che ha dapprima fornito una ricostruzione di comodo dei fatti occorsi all’interno delle mura domestiche, apparsa da subito non sostenibile per le numerose contraddizioni fornite nel corso dei vari ascolti, messa dagli investigatori della Squadra Mobile più volte di fronte all’incalzante evidenza degli elementi oggettivi che riconducevano ad un suo netto coinvolgimento, ha infine ammesso la sua responsabilità relativa all’accoltellamento del marito.

Ripercorrendo i fatti, spiegano gli investigatori “la coppia, che attraversava una crisi già da alcuni anni, era rientrata in abitazione nel tardo pomeriggio dopo aver trascorso il pranzo pasquale a casa di alcuni parenti e si trovava nel soggiorno, quando i due hanno iniziato a discutere animatamente per futili motivi. L’uomo, che si trovava seduto sul divano impugnando un coltello da cucina, si sarebbe alzato continuando ad insultare la moglie che era in piedi davanti a lui”. Nonostante il racconto “confuso”, la donna ha dichiarato agli inquirenti che piena di livore coltivato verso suo marito per i pregressi dissidi degli ultimi anni, sentitasi minacciata, avrebbe sottratto l’arma e, rivolgendola verso di lui, lo avrebbe poi colpito al petto.

 Tuttavia, resasi conto della serietà del gesto e delle precarie condizioni fisiche del marito, la C.L. ha contattato immediatamente l’emergenza sanitaria, che comprendendo la gravità dei fatti ha da subito all’allertato la centrale operativa della Polizia di Stato per un intervento congiunto sul posto. Le volanti, inviate prontamente sul luogo dell’intervento, hanno assicurato con estrema professionalità la scena del crimine, preservando l’immobile da potenziali inquinamenti delle fonti di prova e raccogliendo tutte le informazione dei soggetti in grado di riferire circostanze utili per il proseguo delle indagini. D’altro canto, nonostante i numerosi tentativi da parte del personale medico del 118 di rianimarlo sul posto, l’uomo decedeva pochi minuti dopo.

Gli accertamenti successivi sono stati eseguiti dal personale della Squadra Mobile e coordinati dal sostituto Procuratore della Repubblica di turno intervenuto sul posto che, all’esito della confessione, ha disposto il fermo della donna in regime di arresti domiciliari.

Eseguito il sopralluogo tecnico della scientifica, rinvenuta l’arma del delitto, un coltello da cucina recante ancora vistose recante tracce ematiche, l’appartamento è stato sottoposto al vincolo del sequestro.

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