NAPOLI – Si chiude il cerchio per una 35enne napoletana con un passato criminale che la attendeva al varco. Un conto salato, presentato dalla giustizia lombarda, che è stato riscosso ieri sera dagli agenti della Polizia di Stato nel quartiere Ponticelli. La donna, le cui generalità non sono state rese note, è stata tratta in arresto in esecuzione di un provvedimento definitivo che unifica diverse condanne, costringendola ora a saldare il suo debito con la società dietro le sbarre per i prossimi 5 anni e 6 mesi.
L’operazione è scattata nella serata di ieri, giovedì 23 aprile 2026, quando gli uomini del Commissariato di Ponticelli, al termine di una mirata attività di localizzazione, hanno bussato alla porta dell’abitazione della donna. Agivano in forza di un ordine di carcerazione per la determinazione di pene concorrenti, un atto giuridico che cumula diverse sentenze passate in giudicato in un’unica pena da espiare. Il provvedimento era stato emesso lo scorso 6 dicembre 2025 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Monza, Ufficio Esecuzioni Penali, a testimonianza di un’attività investigativa e processuale complessa, conclusasi lontano dai luoghi dove la 35enne aveva, forse, cercato di rifarsi una vita.
I reati per cui è stata condannata in via definitiva sono quelli di ricettazione e truffa. Un binomio che disegna il profilo di una criminalità astuta, capace di muoversi tra l’acquisto e la gestione di beni di provenienza illecita e l’inganno diretto ai danni di ignare vittime. Sebbene i dettagli specifici dei singoli episodi criminali non siano stati divulgati, la natura dei reati suggerisce un modus operandi consolidato, probabilmente perpetrato nel Nord Italia, area di competenza del Tribunale di Monza. La pena complessiva di cinque anni e mezzo di reclusione indica che non si è trattato di episodi isolati o di lieve entità, ma di una serie di azioni delittuose che, sommate, hanno delineato un quadro di spiccata pericolosità sociale.
La donna, colta di sorpresa dall’arrivo dei poliziotti, non avrebbe opposto resistenza. Dopo essere stata identificata e informata del provvedimento a suo carico, è stata condotta presso gli uffici del Commissariato per le formalità di rito. Successivamente, è stata tradotta presso la casa circondariale femminile di Pozzuoli, dove inizierà a scontare la lunga pena. Si conclude così, con le manette ai polsi in una serata di primavera nella periferia napoletana, la latitanza di fatto di una donna il cui passato, fatto di raggiri e beni rubati, è tornato a chiederle il conto. Un’operazione che ribadisce come la giustizia, seppur con i suoi tempi, non dimentica e che la collaborazione tra uffici giudiziari e forze dell’ordine su tutto il territorio nazionale è fondamentale per assicurare che le sentenze definitive vengano eseguite.


















