Mafia, Fico: Eredità La Torre riferimento per Italia di oggi

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse in foto Roberto Fico

Milano, 30 apr. (LaPresse) – “Pio La Torre è una figura importante nella storia del nostro Paese, in particolare per il suo impegno nella difesa dei valori della legalità che ne ispirarono l’attività in seno alla commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia. Ha avuto la lungimiranza e la coerenza nel considerare necessario, per un’azione efficace e credibile da parte dello Stato, un incondizionato e rigoroso contrasto ai traffici ed interessi economici della criminalità organizzata”. Lo ha dichiarato il presidente della Camera Roberto Fico nel 36esimo anniversario dell’assassinio di Pio La Torre e del suo collaboratore Rosario Di Salvo.

“Ideali e valori di cui – ha aggiunto- è concreta manifestazione la legge 646 del 1982, approvata pochi mesi dopo la sua morte, in cui confluì una proposta di legge di cui fu il primo firmatario. La legge introdusse nel codice penale la previsione del reato di ‘associazione di tipo mafioso’ (art. 416 bis) e la conseguente previsione di misure patrimoniali applicabili all’accumulazione illecita di capitali”.

 “La Torre – ha ricordato Fico – amava definire la sua proposta come strumento per ottenere ‘una legge per la democrazia’ in quanto assicurava che i beni acquistati dalla criminalità tornassero ad essere beni della collettività, dati in uso ad enti, associazioni, comuni, province, regioni”.

“È in questa testimonianza che deve continuare a specchiarsi l’Italia di oggi, quella dei cittadini che amano il proprio Paese, che ne difendono la dignità contro ogni forma di corruzione e malaffare e che sognano un futuro ove non vi sia più spazio per le dinamiche mafiose che umiliano i cittadini e per le logiche di sopraffazione, nemiche della democrazia. Per queste ragioni -ha concluso- abbiamo bisogno di ricordare sempre, così da dare forza ideale al desiderio di cambiamento e nuovi contenuti al progetto di un’Italia migliore”

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