Eni, accordo da 20 mln con Cnr per 4 centri di ricerca al Sud

Foto LaPresse/Marco CantileNapoli 16/11/2016CronacaConvegno all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli: L'Innovazione, Un Ponte tra la Ricerca e l'Impresa. Intervengono , tra gli altri il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.Nella foto: Massimo Inguscio, presidente CNR

Milano, 4 mag. (LaPresse) – Il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), Massimo Inguscio, e l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, hanno firmato oggi un memorandum of understanding per lo sviluppo di ricerche congiunte in quattro aree di alto interesse scientifico e strategico: fusione nucleare, acqua, agricoltura e l’ecosistema artico. Lo riferisce una nota, spiegando che Eni e Cnr uniranno le loro capacità di ricerca e sviluppo tecnologico istituendo 4 centri di ricerca congiunti sul territorio, con un impegno economico complessivo di oltre 20 milioni di euro per una durata di cinque anni. Le sedi dei centri di ricerca saranno tutte localizzate nel sud Italia, laddove si trovano centri operativi o di ricerca già esistenti.

Nel dettaglio, le sedi saranno quelle di: Gela, in Sicilia, per la fusione nucleare, soprattutto dal punto della tecnologia che può essere impiegata nella produzione di energia pulita potenzialmente illimitata; Lecce, in Puglia, per le ricerche sull’Artico e sul ruolo laboratorio a cielo aperto da questo rivestito nella problematica dell’innalzamento termico globale; Metaponto, in Basilicata, per il tema dell’acqua intesa sia come risorsa vitale, sia come elemento imprescindibile per un ecosistema in equilibrio; Pozzuoli, Campania, per l’agricoltura come attività e settore economico base per lo sviluppo di ogni contesto economico e sociale.

Questo accordo rappresenta per Eni un notevole passo avanti verso lo sviluppo e la realizzazione di tecnologie sempre più efficienti e in grado di creare energia in modo sostenibile e accessibile a sempre più persone”, commenta Descalzi. “Eni – prosegue – da tempo si sta impegnando a sostenere la ricerca scientifica per la realizzazione di soluzioni concrete e scientificamente solide, che ci consentano di diversificare il nostro mix energetico verso fonti sempre più sostenibili. Inoltre, la collaborazione con un prestigioso centro di ricerche come il Cnr, ci consentirà di approfondire anche tematiche che, seppur non direttamente legate la mondo dell’energia, hanno ricadute immediate sia sull’ecosistema sia sulle società”.

“Il Consiglio nazionale delle ricerche si propone con Eni di accelerare lo sviluppo di nuove tecnologie che possano affrontare le sfide globali quali il nesso energia-acqua-cibo-ambiente con una soluzione sempre più efficiente, pulita e a basso water footprint”, dichiara Inguscio. “L’accordo di collaborazione – prosegue – verte su quattro aree strategiche: acqua e agricoltura, per la purificazione e il riutilizzo della risorsa idrica e per la produzione sostenibile di cibo, soprattutto nelle aree del mondo a forte crescita di popolazione quale l’Africa; fusione nucleare, materiali superconduttori di ultima generazione e plasmi come tecnologie per la produzione di energia virtualmente illimitata e senza emissione di gas clima-alteranti; Artico, dove il Cnr ha una base di ricerca da vent’anni con tecnologie all’avanguardia a livello mondiale, per la sua sensibilità ambientale e per l’importanza che riveste nella generale problematica del riscaldamento globale”.

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