Fondi ai partiti, proposta 5 Stelle sulla trasparenza: “Conoscere i nomi di chi finanzia le fondazioni”

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

ROMA –Volete conoscere i nomi di chi finanzia i partiti o le fondazioni politiche“, con questa parole Gianluigi Paragone rilancia uno dei cavalli di battaglia del MoVimento 5 Stelle. Il finanziamento ai partiti. “Adesso si può cambiare tutto. In nome della trasparenza assoluta vogliamo sapere il nome“, il parlamentare grillino riapre la questione e propone una legge, da dettagliare insieme alla base pentastellata sulla piattaforma Rousseau. Vedremo presto, probabilmente, la proposta finire in aula anche perché proprio oggi, il vicepremier Luigi Di Maio, dal suo profilo facebook ha rilanciato l’idea di Paragone.

Finanziamento ai partiti, la ‘riforma trasparenza’ proposta dai 5 Stelle

Il parlamentare 5 Stelle propone di rendere pubblici i nomi di chi finanzia le Fondazioni. Il finanziamento ai partiti, oggi, avviene spesso e volentieri proprio tramite le fondazioni. “Perché adesso è attraverso le fondazioni che arrivano i soldi alla politica. Bene, finora era impossibile perché la legge sulla privacy, di fatto, schermava i nomi dei benefattori. Adesso si può cambiare tutto. In nome della trasparenza assoluta vogliamo sapere il nome. E quindi, chi vuole dare dei soldi ai partiti o alle fondazioni deve rinunciare alla privacy. E poi ci deve dire quanti soldi dà. Pensiamo di mettere un tetto. Finora era a 100.000 euro, pensiamo di portarlo a 18.000 euro”. La questione è che questi non sono finanziamenti diretti e la riforma toccherebbe il sistema delle fondazioni italiane. Non sarà semplicissima la discussione ed eventuale stesura di una legge.

Legge discussa online: ritorna la ‘piattaforma Rousseau’, la creatura dei Casaleggio

Per scrivere questa legge Paragone e Di Maio intendono utilizzare a pieno la piattaforma digitale di discussione del Movimento. “Ma ovviamente questa proposta di legge può essere modificata, può essere integrata, può essere anche solo commentata da voi, attraverso la piattaforma Rousseau, grazie alla funzione Lex“, spiega l’ex giornalista. Al centro di tante polemiche proprio per questioni legate alla trasparenza, la creatura dei Casaleggio sarà messa alla prova del nove proprio su una modifica alla privacy e alla trasparenza.

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