L’ultimo delirio di Renzi: “Basta, gli sfascisti al governo hanno le ore contate”. Ma il rottamatore perdente è senza idee

L'ex premier lancia i suoi comitati civici, non si capisce per fare cosa

Foto Vincenzo Livieri / LaPresse in foto Matteo Renzi

ROMA – “Si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio”. Le parole prese in prestito da De Andrè fotografano nitidamente il Renzi-pensiero, la sua linea politica e la condizione dell’ex premier.

Il Pd è ridotto ai minimi termini, i sondaggi sono un incubo e il rottamatore perdente appare ogni giorno più solo. Ma non si rassegna. L’ex sindaco se la prende con “il governo degli sfascisti”, descrive Salvini e Di Maio come manganellatori pronti a tutto. Continua inspiegabilmente a difendere l’indifendibile: la sua azione di governo. Sembra uno di quei partecipanti stonati dei talent, che si arrabbiano quando vengono esclusi. Quello che Matteo Renzi non riesce proprio a praticare è una cosa che per un politico ha una certa rilevanza: la politica. E infatti oggi l’annuncio che le sue truppe saranno non meglio identificati comitati civici. Per fare cosa, non si sa. Su quale linea, nemmeno. Per quale progetto? Nessuno. Puro volontarismo vuoto di contenuto (e anche di forma). Coerente con se stesso, l’ex premier continua nel solco da lui stesso tracciato: l’irrilevanza. Anche un po’ odiosa.

La linea politica di Renzi: continuare a perdere

“Salvini e Di Maio sono la nuova destra populista e demagogica”, dice in una intervista a La Repubblica. “Però l’opposizione deve smettere di tirare di fioretto. E’ arrivato il momento di ribattere colpo su colpo, a viso aperto. Di non lasciargliene passare più una”, questo il Renzi pensiero sula governo Lega-5 Stelle. Un po’ pochino. Senza entrare nel merito delle questioni, viene spontaneo un primo e primitivo ragionamento. Salvini e Di Maio hanno una linea politica. L’avevano prima del 4 marzo, ce l’hanno oggi. Ed è per questo che hanno vinto e creato egemonia culturale nel paese: hanno una proposta politica, piaccia o meno. L’alternativa messa in campo da Renzi è di pura volontà. Un “possiamo farcela” che può andare bene in un campo di calcio, non altrove.

Renzi il picchiatore dà del picchiatore a tutti gli altri

Renzi il picchiatore dà del picchiatore a tutti gli altri. “Questo clima giacobino rischia di ritorcersi contro i presunti rivoluzionari. Secondo me accadrà molto prima del previsto. Per questo la comunità civile deve reagire subito. Da qui a Natale nasceranno in tutti i comuni comitati civici contro questo governo”. In queste parole ci sono tutte le cause della sconfitta renziana e del tracollo a cui Renzi ha portato il Pd. Quando durante la campagna referendaria il capo politico dei Dem attaccava manifesti con scritto “Vuoi meno politici? Basta un sì”, quando nel suo libro scriveva di “aiutare a casa loro” i migranti, quando Marco Minniti stringeva accordi criminali con la Libia dov’era questa comunità civile che Renzi vorrebbe chiamare oggi a raccolta? Facile, a mandarlo a casa. Perché Renzi possiede tutti quei difetti che oggi critica. Ha spianato lui la strada a chi oggi vuole combattere, distruggendo la sinistra. Per battere chi oggi è al governo bisogna fare politica, ribaltare i paradigmi. Farsi alternativa. Non saranno degli sfottò sui social a farli crollare.

I comitati civici: idea obsoleta e perdente

I comitati civici sono gli avamposti per un nuovo partito? Forse. Sono le truppe per il congresso? Forse. Quale che sia il progetto di Matteo Renzi, c’è una cosa che sfugge all’ex sindaco di Firenze. Che per lui il ciclo è finito. Se il senatore Dem vuol bene a se stesso, al Pd e all’Italia, si dovrebbe mettere da parte. E mantenere la promessa poi disattesa di qualche anno fa: ritirarsi.

Il riscatto del Pd lontano dal renzismo

Se il Pd non vuole fare la fine dei socialisti francesi, passati in 5 anni dal governo del paese al 6%, deve iniziare da qui: cacciare il renzismo. Fare un congresso vero, rimettere la linea politica sulla corsia di sinistra e mandare a casa quella classe dirigente che, a vario titolo, è stata responsabile dei disastri che oggi sono sotto gli occhi di tutti. E, forse, ripensare allo stesso partito. Un nuovo soggetto, forse, potrebbe essere l’idea migliore. Qualcuno se ne sta accorgendo. Staremo a vedere.

 

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