Detenuta getta i figli piccoli dalle scale nel carcere di Rebibbia, una muore. L’altro è gravissimo

Tragedia all’interno del carcere femminile di Rebibbia. La bimba di pochi mesi è morta, l’altro bambino di due anni è ricoverato in condizioni gravissime per lesioni cerebrali

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse 17-11-2015 - Roma -
ROMA –  Un dramma nel dramma. Perché parliamo di bambini che vivono la propria infanzia dietro le sbarre insieme alle madri detenute. Ma parliamo anche di una tragedi che si è verificata all’interno di un istituto di pena femminile, quello di Rebibbia a Roma. Qui una donna, a seguito di un raptus, avrebbe scaraventato i due figli piccoli giù per una scalinata.
Il bilancio è di quelli pesantissimi. Una bimba di pochi mesi è morta, l’altro bambino di due anni è ricoverato in condizioni gravissime. La vicenda si è verificata all’interno della sezione nido del carcere di Rebibbia, dove i piccoli di un’età inferiore ai tre anni, vivono con le madri.
Sembrava una giornata come tante fino a che la donna, di origini tedesche ha preso i bimbi e uno alla volta e, nel giro di pochi istanti, li ha lanciati sul selciato.
Il piccolo è in prognosi riservata e sarà sottoposto a un intervento chirurgico
I soccorsi si sono attivati subito, ma per la neonata si è capito che non c’erano speranze. Secondo i medici dell’ospedale pediatrico di Roma Bambino Gesù il piccolo ha riportato danni cerebrali gravissimi e sarà sottoposto a un intervento chirurgico. Il bollettino medico delle 13 parla di un “grave trauma da precipitazione”. “Le condizioni sono particolarmente critiche con danno cerebrale severo – aggiunge il personale sanitario – Il bambino è sottoposto attualmente a supporto rianimatorio avanzato e in ventilazione meccanica”.
La prognosi è naturalmente riservata. Secondo fonti del penitenziario la donna si trovava in carcere per problemi e reati legati alla droga, è stata trasportata nell’infermeria dell’istituto di pena dove è stata sedata e tenuta sotto stretta sorveglianza.
Mara Carfagna: almeno trenta bambini sono oggi condannati a crescere dietro le sbarre
Sulla questione è intervenuta Mara Carfagna, vice presidente della Camera.
“La tragedia di Rebibbia – ha dichiarato la deputata di Forza Italia – ci ricorda il dramma dei tanti, troppi, bambini che crescono e vivono dietro le sbarre senza aver commesso alcun reato, da innocenti. Fu il governo Berlusconi nel 2011 a porsi come obiettivo quello di farli uscire tutti, approvando la legge che ha istituito gli Istituti a custodia attenuata”.
“Sette anni dopo – ha concluso la politica – sono solo cinque le strutture dedicate e insufficienti le case protette: troppi bambini, almeno trenta, sono oggi condannati a crescere dietro le sbarre”.

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