Nugnes sui ‘giallorossi’: “Vicini alla spaccatura”

La senatrice ex 5 Stelle Paola Nugnes definisce come “già avvenuta” la scissione nel Movimento

NAPOLI – L’accordo per le Amministrative tra il centrosinistra guidato dal Pd e il M5S è più facile a dirsi che a farsi. Il perché, secondo la senatrice di Sinistra Italiana Paola Nugnes, ex grillina, è da ricercarsi nella crisi di identità dei partiti.
Senatrice, un giudizio sul ‘governo dei migliori’?
Non lo considero il governo dei migliori. La maggioranza è troppo allargata, ciò significa che è di tutti e di nessuno. Sul piano vaccinale, a distanza di tre mesi c’è stata un’accelerazione, ma questo sarebbe avvenuto comunque con Conte, e lo dico pur non essendo una fan del Conte-bis, perché i ritardi sono dipesi dagli accordi europei e dalle mancate forniture. Lo stesso vale per il Recovery, tre mesi fa eravamo ad una bozza del piano e ora si è arrivati ad una definizione. L’accelerazione che vedo è sull’accentramento. Non si dà attenzione a ciò che produce il Parlamento. Il Parlamento ha chiesto a Draghi di farsi portavoce per eliminare i brevetti, ma lui si è espresso autonomamente. Si stanno sparando decreti a raffica, non c’è tempo di entrare nel merito di nulla. Le aperture, che pure sono doverose, sono precipitose.
E’ stata tra le prime a lasciare il M5S, molti altri hanno abbandonato o sono stati espulsi dopo. A questo si è aggiunta la rottura con Davide Casaleggio. Scissione?
La scissione è già avvenuta. .Le discordanze nascevano dal vertice e ora sono chiarissime. Suppongo che il M5S che si vuole coagulare attorno a Conte è quello governativo che porta su di sé il peso della trasformazione, ma può vantare di avere avuto ministri importanti e si prenderà una fetta di elettorato moderato e centrista. Quello che si è scisso è la coda che può essere il nuovo centro di un possibile Movimento barricadero con Di Battista che intorno a Casaleggio può cercare una fetta cospicua dell’elettorato.
Casaleggio ha messo a disposizione delle liste civiche la piattaforma Rousseau. E’ così che inizia a fare concorrenza?
Sicuramente si fanno concorrenza. E’ come se ci fosse un organismo duplicato: abbiamo un pezzo di M5S che torna alle origini e vuole riprendere l’onda del primo Movimento per recuperare la parte di scontento, di piazza e di opposizione che ancora esiste.
L’intento di strutturare l’alleanza Pd-M5S per le Politiche passa dall’alleanza alle Comunali. A Napoli come procede?
Io faccio parte di Sinistra italiana che sta investendo molto in questa coalizione. Ma dal governo Conte ad oggi credo che tale alleanza stia venendo meno piuttosto che consolidarsi. Nel Conte-bis c’era un’area ben definita. Adesso il M5S non sa che identità ha mentre il Pd cerca di trainare la coalizione. Entrambi sono partiti fluttuanti che dovrebbero definire meglio la propria identità altrimenti sarà difficile per la sinistra rapportarsi a loro. Quando dicono che possono lavorare anche con la destra lasciano spazio all’ambiguità. Sui territori credo la scelta sia da fare caso per caso in base agli uomini e alle donne in campo e dalla capacità che si ha di trovare punto di unione. A Napoli, in questo momento, c’è una certa difficoltà.
Crede che l’alleanza Pd-M5S possa naufragare a Napoli così com’è già successo a Roma, Milano e Torino?
A Napoli ci sarebbe la grandissima opportunità di avere la candidatura di Fico perché è una personalità capace di tenere insieme molti sentimenti e speranze anche di sinistra. Riconosco le difficoltà di questa scelta perché è il presidente della Camera e un incarico così importante non va lasciato scoperto soprattutto con una maggioranza così allargata. Visti i tempi difficili io tendo a spingerlo a fare questa operazione coraggiosa e mettersi a disposizione della rinascita della città.
Quali sono le difficoltà che riconosce?
Se le condizioni poste non lasciano spazio di manovra è inutile. Io sono stata tra coloro che pensano che la prima stagione di Bassolino sindaco sia stata una bella stagione. Poter rivivere il rinnovamento della città è un sogno. Ma se il sogno nasce già con tante condizionalità rischia di trasformarsi in un incubo ed è meglio lasciar stare.

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