Summit in cimitero per gestire gli appalti. La location scelta da politici, imprenditori e faccendieri per sfuggire a occhi indiscreti

Nel camposanto sarebbero stati lasciati cellulari ‘puliti’ da usare nella speranza di evitare intercettazioni

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MONDRAGONE – Non solo estorsioni e spaccio di droga. Ad animare, negativamente, il Litorale, ci sono anche altre azioni illecite che interessano la sfera degli appalti pubblici. Condotte che non sono ignorate dalle Procure e sulle quali sono in corso attività investigative.
I protagonisti di tali ipotizzate attività criminali userebbero numerosi accorgimenti per evitare di essere intercettati o visti, e così per organizzare i business si incontrerebbero (politici, tecnici, imprenditori e faccendieri) in posti insoliti. Tra queste location inusuali c’è il cimitero di Mondragone. Il camposanto, recentemente, ha ospitato alcuni summit per tracciare manovre illecite. E sempre lì pare che siano stati lasciati dei cellulari ‘puliti’ per poter effettuare chiamate senza correre il rischio di essere intercettati.

Altro stratagemma che sarebbe utilizzato per manipolare ‘in sicurezza’ gli affidamenti (si tratterebbe di lavori e servizi che interessano soprattutto enti sovracomunali) è delegare l’ipotizzata organizzazione degli illeciti a soggetti estranei ai contesti dove si svolge l’oggetto della procedura su cui intervenire. Il servizio che si vorrebbe assegnare a una determinata ditta amica, che riguarda un territorio, viene curato, nella preparazione della presunta turbativa, da una persona che non ha nulla a che fare con l’area dove si espleterà quel servizio ‘manipolato’. Insomma, tutti passaggi che vengono disposti da chi governa tale meccanismo per cautelarsi da indagini. Cautele, però, che non sarebbero servite, dato che si tratta di sistemi ormai noti agli investigatori.

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Giuseppe Tallino
Giornalista professionista casertano, si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria e di cronaca nera. Negli ultimi anni si è dedicato alle inchieste sugli intrecci tra criminalità organizzata e mondo politico e imprenditoriale. I suoi articoli sono stati ripresi da numerose testate nazionali e per questo è intervenuto in alcune trasmissioni televisive di inchiesta sulle principali reti nazionali, tra le quali Report e Far West su Rai Tre e '100Minuti' su La7. Per le sue inchieste è finito nel mirino di Augusto La Torre, boss di Mondragone. Per tale ragione, la Prefettura di Caserta ha disposto misure di tutela nei suoi confronti. Del caso si sono occupati anche l’Ordine dei giornalisti della Campania e l’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione.

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