NAPOLI – C’è anche un professionista del foro tra le figure chiave dell’inchiesta che ha acceso i riflettori sulle infiltrazioni del clan Contini nell’ospedale San Giovanni Bosco (LEGGI QUI TUTTI I NOMI). La Procura di Napoli ha disposto l’arresto dell’avvocato Salvatore D’Antonio, 51 anni, per il quale il gip ha contestato il concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo gli inquirenti, il legale non si sarebbe limitato all’assistenza tecnica, ma avrebbe investito somme di denaro nell’acquisto di beni di lusso.
Più in dettaglio, stando alle indagini condotte in sinergia dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri, D’Antonio avrebbe gestito il flusso di denaro generato dalle truffe alle assicurazioni, reinvestendo i proventi in beni di pregio. Il denaro sarebbe stato in parte ripulito attraverso l’acquisto di immobili di valore, auto di grossa cilindrata e persino quadri d’autore.
L’avvocato, secondo il gip, avrebbe rappresentato l’anello di congiunzione tra il mondo delle professioni e la struttura del clan. È quanto emerge dall’indagine coordinata dal pubblico ministero della Dda partenopea Alessandra Converso. Anche in questo caso vale la presunzione di innocenza: il legale potrà chiarire la propria posizione nelle prossime ore ed è da considerarsi non colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva.



















