Solletico: la scienza dietro un riflesso antico

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Meccanismo difesa
Meccanismo difesa

Il solletico è stato a lungo considerato una semplice stimolazione tattile che provoca una risata riflessa. Tuttavia, la ricerca scientifica ha rivelato che si tratta di un fenomeno molto più profondo, mediato dal sistema nervoso e con radici evolutive che lo legano a meccanismi primordiali di difesa e interazione.

Gli scienziati hanno identificato due forme principali di solletico. La prima, chiamata knismesi, è una sensazione lieve e superficiale, simile a un prurito, provocata da un tocco leggero come quello di un insetto. Questa forma genera solitamente una sensazione di fastidio o di attenzione, più che una risata.

La seconda, la gargalesi, è invece la forma più intensa, che scatena risate fragorose, contrazioni muscolari e movimenti involontari. Si manifesta in aree particolarmente sensibili del corpo, come la pianta dei piedi, le ascelle, i fianchi e il collo.

Una delle teorie più affascinanti interpreta il solletico come un meccanismo di protezione. Alcuni studi, come quelli condotti dall’Università di Tuebingen, hanno mostrato come la stimolazione attivi la stessa area del cervello che anticipa il dolore. Questo spiegherebbe perché, a volte, la reazione al solletico possa essere brusca e quasi violenta, un riflesso incondizionato per allontanare una potenziale minaccia.

Parallelamente alla sua funzione difensiva, il solletico ha svolto un ruolo cruciale nello sviluppo dei legami sociali. Nel gioco tra genitore e bambino, per esempio, è diventato uno strumento per insegnare la fiducia, la comunicazione non verbale e il riconoscimento dei confini personali. Attraverso il ciclo di avvicinamento, contatto e pausa, i più piccoli hanno imparato a gestire l’interazione fisica in un contesto sicuro.

Un aspetto curioso del solletico è l’impossibilità di provocarselo da soli. Il motivo risiede nel nostro cervello, che possiede un sofisticato meccanismo di previsione sensoriale. Quando il movimento parte da noi stessi, il sistema nervoso anticipa il punto e l’intensità del contatto, annullando l’effetto sorpresa, che è un ingrediente fondamentale per scatenare la gargalesi.

Questo dimostra che il cervello sa distinguere perfettamente tra uno stimolo autogenerato e uno esterno e inatteso. La reazione intensa al solletico fatto da un’altra persona deriva proprio dall’imprevedibilità del tocco, che il nostro cervello non può controllare.

In sintesi, il solletico non è un semplice gioco. È una risposta complessa che intreccia tatto, emozioni, riflessi e processi cognitivi. Recenti analisi neuroscientifiche ed evolutive, come quelle pubblicate su riviste come *Science Advances*, hanno continuato a esplorare questo fenomeno, confermando che, sebbene non esista ancora una teoria unificata, la sua importanza per la protezione corporea e il comportamento è innegabile.

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