Caserta, chiuso il centro benessere a luci rosse: tra 100 e 120 euro per concludere i massaggi con prestazione sessuale

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Operazione della guardia di finanza
Operazione della guardia di finanza

CASERTA – Un nuovo blitz contro la prostituzione mascherata da attività legale ha scosso la zona Saint Gobain. I militari della Guardia di Finanza, Gruppo di Caserta, hanno posto sotto sequestro un centro benessere situato all’interno di un condominio, dove le prestazioni offerte andavano ben oltre il semplice massaggio terapeutico. Al momento dell’irruzione, le Fiamme Gialle hanno sorpreso una ragazza in compagnia di un cliente, il quale ha ammesso di aver pattuito, dopo il trattamento, una prestazione sessuale per una cifra compresa tra i 100 e i 120 euro. L’operazione ha portato alla denuncia della gestrice, una donna italiana di 47 anni, residente in provincia di Napoli, e all’elevazione di pesanti sanzioni amministrative per l’impiego di lavoratrici in nero.

Si tratta dell’ennesimo intervento contro un fenomeno che appare radicato nel capoluogo e nei comuni limitrofi, dove il confine tra benessere, accoglienza turistica e illegalità diventa sempre più labile. Già lo scorso gennaio l’attenzione delle forze dell’ordine si era concentrata nel centro cittadino, tra via San Carlo, corso Trieste e via Roma. In quel caso, l’allarme era scattato dopo l’esposto presentato alla Questura dai residenti di un condominio, tramite l’amministratore.

Sotto la lente degli investigatori erano finiti due appartamenti al piano terra, formalmente adibiti a Bed & Breakfast ma segnalati come vere e proprie “case d’appuntamenti”. I condomini avevano denunciato un continuo viavai di uomini a tutte le ore del giorno e della notte, descrivendo un clima di insicurezza e degrado che aveva spinto la Polizia ad avviare accertamenti sul favoreggiamento della prostituzione e sulla regolarità fiscale delle strutture.

Il fenomeno delle attività “a luci rosse” camuffate non è nuovo in provincia. La scorsa estate, a Macerata Campania, un blitz colpì un B&B al termine di una complessa indagine con intercettazioni telefoniche, avviata dopo la denuncia di un cliente. A Casapulla, due anni fa, fu sequestrato un finto centro estetico gestito da tre donne di nazionalità cinese: all’interno, oltre ai massaggi, venivano offerte prestazioni sessuali per 50 euro aggiuntivi.

Le indagini in corso mirano ora a ricostruire l’intera catena delle responsabilità, coinvolgendo potenzialmente anche i proprietari degli immobili che, nonostante le diffide, avrebbero continuato ad affittare i locali. L’incrocio tra i dati dei portali di prenotazione online e le testimonianze dei residenti rappresenta uno strumento fondamentale per smantellare queste organizzazioni e restituire decoro ai quartieri, spesso segnati da un muro di omertà che le forze dell’ordine cercano di abbattere.

Negli ultimi anni si è diffusa anche la pratica dei cosiddetti “massaggi happy ending”, espressione inglese che indica massaggi a lieto fine. Si tratta di trattamenti che si concludono con una prestazione sessuale, completa o parziale, a pagamento.

È opportuno precisare che, in Italia, la prostituzione in sé non costituisce reato. Non è punibile chi riceve una prestazione sessuale a pagamento, né chi la offre. Diverso è il caso in cui l’attività venga organizzata e gestita all’interno di una struttura come un centro benessere: in questa ipotesi può configurarsi il reato di sfruttamento della prostituzione, perseguibile anche con la reclusione. È quanto contestato dai finanzieri del Gruppo di Caserta, coordinati dal maggiore Marco Foladore, che hanno eseguito il controllo, disposto il sequestro della struttura, denunciato la proprietaria e comminato sanzioni amministrative per il lavoro irregolare.

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