Rapina a villa Romeo: 5 condanne. Colpo da 500mila euro nell’abitazione dell’imprenditore

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Rosario Lucenti, Gennaro Pangia e Giuseppe Ruggiero
Rosario Lucenti, Gennaro Pangia e Giuseppe Ruggiero

NAPOLI – A novembre 2024 si sarebbero introdotti nella villa a Posillipo di un imprenditore grazie all’aiuto di una basista, che fu picchiata da uno dei rapinatori davanti a un addetto alla vigilanza per procurarle un alibi. Condannati i cinque presunti responsabili del colpo, che fruttò un bottino di circa 500mila euro.

Si è concluso con cinque condanne il processo dopo il rito abbreviato per la rapina messa a segno nella residenza di Posillipo del noto imprenditore Romeo. Il GIP del Tribunale di Napoli ha inflitto pene ai presunti autori, tutti originari della zona del Mercato. L’inchiesta, coordinata dalla Procura e condotta dalla Squadra Mobile (diretta da Mario Grassia), ha svelato un piano meticoloso.

Ecco le decisioni del giudice. Gennaro Pangia: 8 anni e 2 mesi (difeso da Giacomo Pace). Ciro Rizzo e Giuseppe Ruggiero: 8 anni ciascuno. Rosario Lucenti: 6 anni e 10 mesi (difeso dagli avvocati Gennaro Pecoraro e Anna Pedata). Iolanda Talamo (difesa da Giampaolo Picardi): 5 anni e 4 mesi. La donna è stata indicata dagli investigatori come la “basista” del gruppo: assunta come domestica, avrebbe agito da facilitatrice per consentire l’accesso dei complici.

Il giudice ha escluso per tutti la recidiva e ha fatto cadere l’accusa di sequestro di persona per mancanza di querela di parte. I fatti risalgono al 5 novembre 2024. Due uomini armati di pistola fecero irruzione nella villa, neutralizzando un addetto alla vigilanza e la stessa domestica complice.

I due furono legati con fascette stringicavo a mani e piedi per impedire qualsiasi reazione. In pochi minuti, i rapinatori riuscirono a impossessarsi di una collezione di orologi preziosi del valore complessivo di circa 500mila euro. Fondamentali per le indagini sono state le intercettazioni tecniche e le testimonianze raccolte dalla Mobile e dal commissariato Posillipo, che hanno permesso di identificare non solo i presunti esecutori materiali, ma anche le due persone che avrebbero avuto il ruolo di “sentinelle”.

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