NOME E FOTO. Arrestato latitante dei Rinaldi: ritenuto un elemento di spicco della cosca di S. Giovanni a Teduccio

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Ciro Grassia e Ciro Rinaldi
Ciro Grassia e Ciro Rinaldi

NAPOLI – Dopo nove mesi Ciro Grassia è stato arrestato dai carabinieri. Ricercato dal giugno 2025, si è conclusa all’alba di ieri l’irreperibilità del 62enne, ritenuto dagli investigatori dell’Arma un elemento apicale del clan Rinaldi di San Giovanni a Teduccio. È stato bloccato proprio nel suo quartiere.

Gli investigatori sospettano che l’organizzazione lo abbia protetto. Ma i carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno posto fine a una latitanza che durava dal giugno 2025, dando esecuzione a un ordine di carcerazione per associazione a delinquere di stampo mafioso emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli.

Gli inquirenti fanno sapere che Grassia era diventato un “fantasma” da circa nove mesi, quando le forze dell’ordine, recatesi presso la sua abitazione per un normale controllo, non lo avevano trovato. Da quel momento aveva fatto perdere le proprie tracce, innescando una caccia all’uomo che ha richiesto l’impiego di tecniche investigative sofisticate e attività di pedinamento tradizionali.

Il ricercato è stato individuato proprio nel suo rione, a San Giovanni a Teduccio. Secondo gli inquirenti, Grassia non si sarebbe mai allontanato troppo e avrebbe “continuato a muoversi indisturbato sul territorio”.

Il 62enne è stato raggiunto ieri da un ordine di carcerazione emesso il 5 giugno 2025 dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli per il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso. Dovrà espiare una pena di 11 anni, 5 mesi e 10 giorni di reclusione.

Grassia è difeso dall’avvocato Nicola Pomponio del foro di Napoli.

Non è la prima volta che viene ricercato dalle forze dell’ordine. Già nel 2019 era stato protagonista di una cattura da manuale dopo mesi di ricerche. All’epoca i militari della sezione Catturandi riuscirono a scovarlo ad Acerra seguendo gli spostamenti della moglie.

La donna, a bordo di un’auto a noleggio, era stata pedinata fino a un supermercato dove la coppia si era incontrata per fare provviste. Il blitz scattò tra le corsie del punto vendita, mettendo fine a una latitanza legata a una condanna per estorsione.

Gli investigatori non hanno dubbi: l’arresto di ieri mattina rappresenta un colpo duro per il clan Rinaldi, già logorato da inchieste e decine di arresti, oltre a un lungo scontro con i rivali del clan Mazzarella per il controllo dell’area orientale della città.

Le forze dell’ordine sono ora al lavoro per ricostruire la fitta rete di fiancheggiatori che avrebbe garantito a Grassia spostamenti sicuri e comunicazioni durante questi mesi di irreperibilità.

L’attenzione della DDA resta altissima su San Giovanni a Teduccio, dove il vuoto di potere lasciato da decine di arresti eccellenti potrebbe innescare nuove tensioni o tentativi di incursione da parte dei gruppi avversari, in primis il “cartello” guidato dai Mazzarella.

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