Un masso si stacca dal colonnato di piazza Plebiscito, sfiorata la tragedia

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Colonnato di Piazza del Plebiscito

NAPOLI – C’è un rumore che Napoli sta imparando a temere più del traffico, più delle urla dei vicoli: è il suono secco e improvviso di qualcosa che si stacca dall’alto. Un tonfo che trasforma una passeggiata nel museo a cielo aperto più grande d’Europa in una roulette russa. Ieri pomeriggio il “fante di scacchi” della sfortuna si è fermato nel cuore monumentale della città, piazza del Plebiscito. Erano le prime ore del pomeriggio quando, dal maestoso colonnato della Basilica di San Francesco di Paola, lato rampe Paggeria, una pietra si è staccata ed è precipitata al suolo a pochi metri dai passanti. L’intervento dei carabinieri del nucleo radiomobile è stato immediato: sirene tra le statue dei re, area transennata e stop al transito veicolare per mettere in sicurezza il perimetro. Questa volta il bilancio segna zero feriti, ma è un numero che non rassicura perché arriva dopo una lunga scia di episodi che negli ultimi anni hanno alimentato paura e preoccupazione.

Il distacco di piazza del Plebiscito è solo l’ultimo capitolo di un problema che si ripresenta ciclicamente in città. Appena tre settimane fa, in via San Carlo, alcune pietre precipitate dalla facciata di un palazzo hanno colpito due donne sedute a un tavolino di un bar: un attimo prima la chiacchiera davanti a un caffè, un attimo dopo il sangue e l’arrivo delle ambulanze. Ancora prima, il 26 dicembre scorso, nel pieno dello shopping natalizio in via Toledo, due turiste romane sono state investite da calcinacci staccatisi da un cornicione. Ferite lievi secondo i referti, ma un nuovo campanello d’allarme per chi cammina con lo sguardo rivolto alle vetrine senza immaginare il pericolo che incombe dall’alto.

Il pensiero corre inevitabilmente anche a tragedie che hanno segnato profondamente la città. Sono passati due anni dal 17 settembre in cui la trentenne padovana Chiara Jaconis fu colpita da una statuetta caduta da un balcone ai Quartieri Spagnoli: dopo due giorni di agonia arrivò la morte. Un episodio che ha lasciato una ferita aperta nella coscienza cittadina. Sul tema interviene anche Umberto Giordano, padre di Salvatore, il 14enne di Marano ferito mortalmente da un frammento di cornicione caduto nella Galleria Umberto I l’11 luglio 2014: “Napoli continua a crollare, è una città che cade a pezzi. Le istituzioni promettono soluzioni che non arrivano mai. Non è possibile che dopo dodici anni continuino a ripetersi questi episodi”.

Intanto qualcosa sembra muoversi sul fronte degli interventi. Lo scorso 3 febbraio, in Prefettura, si è svolto il tavolo tecnico operativo relativo al progetto di restauro del colonnato e delle botteghe artigiane di piazza del Plebiscito, insieme al più ampio piano di illuminazione monumentale dell’intera piazza. Come spiegato in una nota dell’Agenzia del Demanio, l’esito positivo dell’incontro consentirà al Comune di avviare la conferenza di servizi per acquisire i pareri finali e attivare l’appalto integrato. Il restauro del colonnato e delle botteghe prevede un investimento di 4,3 milioni di euro, finanziato con 2,4 milioni del Fondo Edifici di Culto e 1,9 milioni dell’Agenzia del Demanio, mentre l’intervento per la nuova illuminazione della piazza e delle facciate monumentali richiederà circa 7,5 milioni di euro.

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