NAPOLI – “L’aeroporto di Napoli necessita integrazione con Salerno e Grazzanise, quest’ultimo per uso duale militare e civile, per ampliare la capacità regionale”. Lo si legge nel Piano nazionale degli aeroporti 2026-2035, di cui Cronache è in possesso, riaprendo il discorso sul terzo scalo in Campania. Un elemento concreto che si spera non finisca nel nulla, come accade da decenni quando si parla di aeroporto civile a Grazzanise.
Secondo quanto riportato nelle 126 pagine del Piano, presentato dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, in ragione della contenuta riserva di capacità dello scalo di Napoli, è necessario valutare il miglioramento dell’integrazione intermodale di traffico sia dell’aeroporto di Salerno che dell’aeroporto di Grazzanise, per quest’ultimo in virtù dell’apertura del recente decreto del Ministero della Difesa del 19 marzo 2025 per l’utilizzo duale dello scalo.
La potenzialità della domanda di traffico aereo per il 2026, considerando Napoli e gli altri scali, è stimata in 22,3 milioni di transiti. Per questo sistema aeroportuale integrato non si è tenuto conto della potenzialità di mercato baseline, che misura il livello di traffico passeggeri o merci che un aeroporto potrebbe attrarre realisticamente in condizioni ordinarie, ma delle previsioni di traffico stimate dalla società di gestione Gesac, rinviando la distribuzione sui tre scali – Napoli, Salerno e Grazzanise – alle necessarie verifiche tecnico-operative.
Nel Piano vengono inoltre evidenziati alcuni limiti di Capodichino che potrebbero frenare il soddisfacimento della domanda potenziale: “rumore aeroportuale, ambiente circostante, limitazione infrastrutturale”. Nel 2024 Napoli ha registrato 12,7 milioni di transiti. Da tempo il comitato “No Fly Zone” lamenta la rumorosità dei sorvoli sulle zone abitate e chiede di mettere in pratica l’alternativa di Grazzanise.
Secondo lo studio commissionato dalla Regione Campania al docente Fulvio Simonelli dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, la domanda di un nuovo aeroporto non deriverebbe principalmente da nuovi viaggiatori né da un trasferimento significativo dall’alta velocità ferroviaria, considerato marginale, ma dalla futura redistribuzione di passeggeri da altri scali, in particolare dall’aeroporto di Napoli-Capodichino.
Senza un nuovo aeroporto, il 67% degli utenti costretti a spostarsi da Napoli subirebbe un aumento dei tempi di accesso superiore ai 40 minuti, mentre il 30% supererebbe i 50 minuti, con un ritardo medio di circa 35 minuti. Con Grazzanise operativo, invece, il 50% dell’utenza non registrerebbe aggravii oppure avrebbe incrementi inferiori ai 10 minuti, riducendo il ritardo medio a circa 8 minuti.










