Ferentino: inaugurato il testamento romano di Prisco

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Patrimonio archeologico
Patrimonio archeologico

A Ferentino, in provincia di Frosinone, è stato inaugurato il Testamento di Aulo Quintilio Prisco, un monumento epigrafico di eccezionale valore storico tornato visibile al pubblico dopo un meticoloso intervento di restauro. La cerimonia, svoltasi il 12 marzo 2026, ha segnato una tappa fondamentale per la valorizzazione del patrimonio archeologico locale.

Il testamento consiste in una lapide scolpita nella roccia, risalente all’epoca dell’imperatore Traiano (II secolo d.C.). Si tratta dell’unico monumento superstite di quel periodo nell’area dell’antico foro. L’epigrafe riporta le volontà di Aulo Quintilio Prisco, un illustre cittadino che lasciò in eredità al suo Municipio i propri beni immobili.

Le sue disposizioni prevedevano che ogni anno, nel giorno del suo compleanno, venissero distribuite al popolo rendite in denaro e natura, come vino, focacce e noci, oltre a una somma perpetua per la manutenzione di una sua statua. L’inaugurazione ha visto la partecipazione del sindaco Piergianni Fiorletta, di rappresentanti delle istituzioni e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

L’evento si inserisce nel più ampio progetto “Hernica Saxa”, che vede Ferentino candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028 insieme ad Anagni, Alatri e Veroli. L’iniziativa mira a unire quattro centri storici del Lazio per promuovere un’eredità culturale che affonda le radici in oltre 2500 anni di storia, coinvolgendo un bacino potenziale di oltre 465mila persone.

Durante il percorso di visita inaugurale, è stata offerta un’anteprima del nuovo Museo Archeologico, di prossima apertura, destinato a diventare un punto di riferimento per la storia del territorio degli Ernici. Grande interesse ha suscitato anche il Teatro Romano, riportato alla luce di recente, dove sono ancora visibili gli stampi originali di costruzione con iscrizioni latine.

Il patrimonio di Ferentino, al centro del progetto di candidatura, vanta monumenti di grande rilievo. Tra questi spiccano le imponenti mura poligonali, che si estendono per circa 2,5 chilometri, l’Acropoli con il suo Criptoportico di età sillana, il Mercato Romano e numerose porte storiche come Porta Montana e Porta Sanguinaria.

Il percorso culturale include anche il Duomo del XII secolo, la Chiesa di Santa Maria Maggiore e il Palazzo dei Cavalieri Gaudenti. La valorizzazione non si limita ai monumenti, ma coinvolge attivamente la comunità. Giovani volontari e associazioni come l’Archeoclub hanno partecipato alle iniziative, affiancando la promozione delle tradizioni enogastronomiche e di altri poli culturali, come il Museo Diocesano.

Il progetto “Hernica Saxa” rappresenta dunque uno sforzo condiviso che lega storia, identità e comunità. L’obiettivo è trasformare un vasto patrimonio storico in un motore di sviluppo, con lo sguardo rivolto al prestigioso riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura 2028.

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