Ischia: rimossa enorme rete da pesca abbandonata

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Rete fantasma
Rete fantasma

Un’imponente rete da pesca illegale, che per mesi ha minacciato la biodiversità dei fondali dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”, è stata finalmente recuperata nelle acque di Ischia. L’operazione, complessa e delicata, si è conclusa con successo presso la Secca della Catena, uno dei punti più preziosi e vulnerabili dell’ecosistema locale, situato in Zona A, a riserva integrale. Questo intervento rappresenta una vittoria significativa per la salvaguardia dell’ambiente marino.

La “rete fantasma”, così chiamata perché continua a pescare passivamente anche dopo essere stata persa o abbandonata, misurava diverse decine di metri e pesava centinaia di chilogrammi. La sua rimozione ha richiesto una pianificazione meticolosa. Individuata grazie a una segnalazione e a successive perlustrazioni della Guardia Costiera, la rete giaceva a una profondità di circa 30 metri, avviluppata su formazioni rocciose e praterie di Posidonia oceanica.

Una squadra specializzata di sommozzatori, composta da operatori subacquei professionisti dell’isola, ha lavorato per ore per liberare la rete senza causare ulteriori danni all’habitat circostante. L’operazione è stata eseguita utilizzando palloni di sollevamento per portare gradualmente in superficie l’enorme groviglio di nylon, evitando strappi che avrebbero potuto rilasciare frammenti inquinanti.

Le reti fantasma rappresentano una delle minacce più subdole per gli oceani. Oltre a intrappolare e uccidere involontariamente pesci, crostacei, tartarughe marine e mammiferi come i delfini, con il tempo si degradano in microplastiche. Queste particelle tossiche entrano nella catena alimentare, con conseguenze devastanti per la fauna e potenziali rischi anche per la salute umana. Si stima che ogni anno centinaia di migliaia di tonnellate di attrezzi da pesca vengano smarrite in mare, trasformando i fondali in trappole mortali silenziose.

Il successo di questa missione è l’emblema di una proficua collaborazione tra istituzioni e comunità locale. La Capitaneria di Porto di Ischia ha fornito il supporto logistico e di sicurezza indispensabile, monitorando l’area e garantendo che le operazioni si svolgessero in condizioni ottimali. Gli “operatori del mare”, uniti dal rispetto per il loro ambiente, hanno messo a disposizione la loro esperienza, dimostrando come l’impegno civile sia un pilastro nella protezione delle risorse naturali.

Il recupero alla Secca della Catena non è solo un episodio isolato, ma un monito sull’impatto delle attività umane e un esempio virtuoso di come sia possibile porvi rimedio. L’evento sottolinea l’importanza di pratiche di pesca responsabili e della necessità di implementare sistemi efficaci per il recupero degli attrezzi smarriti. La tutela del nostro capitale blu dipende da questa nuova consapevolezza e dalla capacità di agire insieme, come ha dimostrato la comunità ischitana.

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