POZZUOLI – Un nascondiglio ingegnoso, ricavato nell’abitacolo della sua auto, non è bastato a salvargli le manette. Un uomo di 36 anni, Pietro Avallone, è stato arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri della sezione operativa di Pozzuoli con l’accusa di detenzione di droga a fini di spaccio. L’operazione, scattata nella serata di ieri in via della Casa Comunale, ha permesso di sequestrare dodici dosi di cocaina e denaro contante, interrompendo una consolidata attività di vendita di stupefacenti che avveniva direttamente dal finestrino di un SUV.
Tutto ha avuto inizio durante un servizio mirato al contrasto del traffico di droga nel cuore della città flegrea. L’attenzione dei militari, appostati in borghese, è stata catturata da una Fiat 500X di colore nero, ferma a bordo strada. A insospettirli non sono stati solo i potenti fari allo xeno del veicolo, accesi e quasi abbaglianti, ma soprattutto la scena che si stava svolgendo attorno all’auto. Al volante si trovava Pietro Avallone, 36enne del posto e volto già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici. Dall’altra parte del finestrino, un giovane ragazzo si era avvicinato con fare circospetto, scambiando poche parole con il conducente.
Il momento decisivo è arrivato pochi istanti dopo. I Carabinieri hanno osservato Avallone compiere un gesto rapido e rivelatore: la sua mano si è allungata verso l’alto, in direzione dello specchietto retrovisore interno, per poi afferrare qualcosa di piccolo. Quel movimento, apparentemente innocuo, è stato il segnale che i militari stavano aspettando. Convinti di trovarsi di fronte a una cessione di droga, sono intervenuti immediatamente, bloccando sia il conducente che il potenziale acquirente.
La perquisizione personale e veicolare ha dato subito conferma ai loro sospetti. Addosso ad Avallone sono stati trovati 150 euro in banconote di piccolo e medio taglio, somma ritenuta il provento dell’attività illecita accumulato fino a quel momento. Ma il vero colpo di scena è arrivato dall’ispezione dell’abitacolo. La droga non era nascosta nei soliti vani portaoggetti o sotto i sedili. Il 36enne aveva escogitato un nascondiglio quasi invisibile: le dodici dosi di cocaina, già confezionate e pronte per la vendita, erano state meticolosamente occultate nello spazio tra la guarnizione in gomma e la moquette del tettuccio, proprio all’altezza dello specchietto retrovisore. Un punto studiato per eludere controlli superficiali.
Oltre alla droga e al denaro, i Carabinieri hanno sequestrato anche due telefoni cellulari, ritenuti strumenti fondamentali per l’organizzazione dello spaccio, utilizzati per fissare appuntamenti e mantenere i contatti con la fitta rete di clienti. Per Pietro Avallone si sono aperte le porte del carcere, dove si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le indagini proseguono con l’analisi dei dispositivi sequestrati, dalla quale gli inquirenti sperano di poter ricostruire l’intera filiera dello spaccio e individuare eventuali complici.


















