Izzo a Scampia: il calcio mi ha salvato la vita

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Cronache sport calcio
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Armando Izzo è tornato dove tutto è iniziato. Al termine della stagione con l’Avellino, il difensore classe 1992 ha visitato il suo quartiere, Scampia, e ha affidato ai social un lungo messaggio di riflessione sul suo passato.

“Perdersi è facile, la strada a volte prova a sceglierti”, ha scritto il calciatore a corredo di una foto davanti alle Vele. “A 10 anni la vita mi ha tolto mio padre, ma quando tutto avrebbe potuto trascinarmi altrove, io ho trovato un pallone. E in quel pallone ho trovato la mia strada”.

La sua è stata un’infanzia segnata da difficoltà economiche e da un grave lutto. Suo padre Vincenzo, venditore di stoffe, è scomparso a soli 29 anni a causa di una leucemia fulminante, lasciando Armando all’età di dieci anni. Per aiutare la famiglia, a 15 anni il giovane ha interrotto l’attività calcistica per lavorare come garzone, portando acqua e buste della spesa nel quartiere.

Nonostante la pausa, il calcio è rimasto la sua unica speranza di riscatto. Izzo ha ricordato come, pur giocando nell’Arci Scampia, la madre non potesse permettersi di pagare la retta mensile, ma la società decise di tenerlo gratuitamente.

Due incontri sono stati fondamentali per la sua carriera. Il primo con Giuseppe Santoro, allora responsabile delle giovanili del Napoli, che lo notò e lo portò nel club. Quando Izzo decise di smettere di nuovo per l’assenza di un rimborso spese e le difficoltà logistiche, fu proprio Santoro a intervenire, garantendogli un supporto economico e un aiuto per gli spostamenti.

Il secondo incontro decisivo è stato con l’allenatore Walter Mazzarri durante un ritiro estivo nel 2010. Notando che il giovane non si allenava con gli altri, il tecnico gliene chiese il motivo. Izzo confessò di non avere le scarpe da ginnastica e Mazzarri, senza esitazione, gli diede i soldi per acquistarle.

Da quel momento la sua carriera ha preso il volo. Dopo l’esordio tra i professionisti con la Triestina in C1 nel 2011, è tornato all’Avellino ottenendo una promozione in Serie B. In seguito è arrivato l’esordio in Serie A con il Genoa di Gasperini e, nel 2018, il trasferimento al Torino, dove è diventato un protagonista ritrovando proprio Mazzarri.

Le sue prestazioni gli sono valse, nel 2019, la convocazione in Nazionale da parte dell’allora commissario tecnico Roberto Mancini. Un percorso segnato anche da un momento buio: una squalifica di 18 mesi, poi ridotta a 6, per omessa denuncia in un caso di calcioscommesse. “Senza quella squalifica sarei stato titolare in Nazionale”, ha ammesso in passato.

Con 285 presenze in Serie A e una breve esperienza in azzurro, Izzo ha costruito un futuro solido. In questa stagione è tornato all’Avellino, il club che per primo aveva creduto in lui, arrivando fino ai playoff. Il suo legame con Scampia, però, rimane un punto fermo della sua identità.

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